Addio a Santamaria, maestro di sapori e "grande nemico" di Ferran Adrià
Lo chef portabandiera della cucina catalana è morto per infarto a soli 53 anni a Singapore. È stato il primo cuoco nel nordest della Spagna ad ottenere le tre stelle Michelin. Una cucina straordinaria, la sua, che poteva essere degustata però solo da chi era disposto a sborsare cifre considerevoli
Ha deliziato per anni i palati di cittadini spagnoli e non. E ora, troppo presto (a soli 53 anni) ci lascia orfani delle sue straordinarie pietanze. è morto, per un infarto, a Singapore lo chef catalano Santi Santamaria (nella foto), secondo quanto annunciato da fonti del suo ristorante Can Fabes a Barcellona.
Pioniere della haute cuisine catalana, il 53enne Santamaria è stato il primo chef nel nordest della Spagna a ottenere le tre stelle Michelin per il suo locale, nel 1994. Critico verso alcuni colleghi che accusava di trasformare il cibo in high-tech complicato, lui si era sempre difeso sostenendo di non aver mai perso in realtà il suo legame con la tradizione. Una cucina straordinaria che poteva essere degustata però solo da chi era disposto a sborsare cifre considerevoli (un menu completo per due persone poteva arrivare al Can Fabes anche a 850 euro, vini inclusi).
Figlio di contadini, autodidatta, aveva aperto nel 1981 il suo primo ristorante, Raco de Can Fabes, a Sant Celoni, vicino a Barcellona, nella casa di famiglia.
La sua cucina fatta di sapori tradizionali e di prodotti naturali lo aveva fatto diventare nel 1994 a 35 anni il primo chef catalano a ottenere le tre stelle Michelin. Aveva poi aperto il Santceloni a Madrid, 2 stelle Michelin, considerato uno dei migliori, se non il migliore, della capitale spagnola.
Negli ultimi anni si era lanciato in una crociata in difesa della tradizione gastronomica contro gli 'stregoni' della cucina molecolare inventata dal suo amico Ferran Adria, l'altro grande tre stelle catalano, titolare di El Bulli.
Lo scontro culinario-ideologico fra i due aveva innescato una vera e propria "guerra degli chef" in Spagna, fra sostenitori dei sapori della tradizione e fautori della cucina chimico-innovativa.
«Con Ferran Adrià c'è un divorzio enorme, concettuale e etico: lui e la sua magnifica equipe vanno in una direzione contraria ai miei principi» - diceva Santamaria, apostolo della 'grandiosa saggezza del buon prodotto” e dei sapori della sua terra catalana. Lo scontro con Adrià gli aveva valso solide antipatie nel mondo dell'alta cucina spagnola. Ma lui non aveva peli sulla lingua, e non esitava a mettere in guardia perfino contro gli effetti nocivi per la salute della "cucina chimica".
Nel libro "La cocina al desnudo" aveva denunciato la 'cucina spettacolo”, fatta di prodotti e additivi industriali, che aveva trasformato, diceva, la gastronomia in un 'circo mediatico”. Parole politicamente scorrette nel mondo di oggi, ma che esprimevano forse quanto molti pensano ma non dicono.
Era un grande difensore della dieta mediterranea: invitava la gente a usare «meno cose in scatola, meno prodotti del supermercato, e a tornare a sbucciare le cipolle» e denunciava le «stupidaggini come mangiare le ciliege d'inverno» perché «con le cose del mangiare non si scherza».
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