è una tradizione ormai assodata quella dei 'botti di capodanno”. Dai bellissimi fuochi artificiali ai banali petardi, che sia per regalare uno spettacolo in cielo o solo per fare un po' di baccano, non bisogna mai trascurare la sicurezza.

Ogni anno sentiamo di incidenti più o meno gravi a danno non solo di persone ma anche di animali. L'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) fornisce a riguardo dati allarmanti: 5mila animali, domestici e non, perdono la vita ogni anno nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Tra le vittime, oltre 500 cani e altrettanti gatti, nonché uccellini e animali del bosco, che muoiono letteralmente di paura.

Quest'anno molti comuni hanno deciso di porvi rimedio con provvedimenti drastici. Prima fra tutte Torino. Un regolamento entrato in vigore lo scorso marzo prevede infatti che chi fa esplodere "botti, fuochi d'artificio, petardi e articoli pirotecnici in genere" nel capoluogo piemontese può essere punito con multe dai 25 ai 500 euro per maltrattamento degli animali, e rischia addirittura una denuncia penale. «è molto importante - sostiene Giuseppe Portolese, dirigente del settore tutela animali del comune di Torino - che venga riconosciuto il fatto che i petardi causano danni agli animali e non sono solo un disturbo per la quiete pubblica».

E a proposito di quiete, a Venezia un'ordinanza del comune vieta l'uso di fuochi artificiali nella notte di san Silvestro e il motivo è appunto la salvaguardia dell'incolumità pubblica. Il divieto vale principalmente nella zona di piazza San Marco, ma anche in terraferma a Mestre, Piazza Ferretto.

Milano si distingue. Anche qui il sindaco Giuliano Pisapia si schiera contro «fuochi d'artificio, giochi pirici e pirotecnici, fumogeni, petardi e ogni strumento per l'emissione di fumo o gas visibile», e così facendo si propone di contenere l'inquinamento. Dal 18 ottobre, infatti, è in vigore un'ordinanza secondo la quale, trascorsi i sette giorni di sforamento dei livelli di Pm10 (particelle prodotte principalmente da fenomeni di combustione e molto nocive alla salute), l'uso di questi prodotti viene vietato.

Muovendoci verso sud, arriviamo a Napoli, dove i botti non sono vietati, ma molti sono stati sequestrati poiché illegali. I carabinieri hanno già rinvenuto ben 13mila micidiali "cipolle" del peso complessivo di circa 2,2 tonnellate, oltre a 600 chilogrammi di micce e inneschi e 120 chili di componenti chimici per la fabbricazione di esplosivo. Lo stesso è accaduto in Calabria.

Bari invece segue la linea promossa dai capoluoghi settentrionali, e il suo sindaco, Michele Emiliano, giustifica il divieto per questioni di 'sicurezza personale”. Ha ammesso lo stesso Emiliano: «A furor di popolo ho deciso di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi». Ha poi aggiunto: «L'ordinanza antibotti conterrà la disposizione a tutte le forze dell'ordine di riprendere con telecamere e macchine fotografiche i balconi dai quali partiranno i fuochi, elevando le multe nei confronti dei proprietari o inquilini che autorizzeranno l'uso dei balconi per tale scopo. Le sanzioni ammonteranno a centinaia di euro e costituiranno reato penale».



In merito ai provvedimenti i cittadini sono divisi, ma di sicuro conocrdi nel ritenere l'unica cosa veramente importante per San Silvestro il trovarsi in compagnia delle persone che si amano e con cui ci si augura di passare non solo l'anno a venire ma anche molti altri. Con o senza scoppi.