Tasse in aumento per le sale bingo. A rischio 12mila posti di lavoro
Federazione italiana pubblici esercizi e Associazione concessionari bingo sono allarmate dal possibile passaggio della tassazione al 23,8% soprattutto per quel che riguarda i riflessi sull'occupazione: 12mila collaboratori diretti il cui posto di lavoro dal 1° gennaio 2012 è sicuramente a rischio
La Fipe (Federazioni italiana pubblici esercizi) e l'Ascob (Associazione concessionari bingo), maggior organizzazione di categoria che rappresenta circa 200 sale bingo in Italia, lanciano un nuovo grido di allarme sulle conseguenze che deriverebbero al settore dalla mancata proroga della percentuale di tassazione al 12% al gioco del bingo.Le parti si sono dette allarmate dal possibile passaggio della tassazione al 23,8% soprattutto per quel che riguarda i riflessi occupazionali sulle imprese: circa 12mila collaboratori diretti il cui posto di lavoro dal 1° gennaio 2012 è sicuramente a rischio. Sono posti di lavoro stabili, molti dei quali a tempo indeterminato e con un importante bagaglio professionale acquisito in questi anni che di colpo verrebbero cancellati.
Come a rischio sono anche le risorse che oggi le attività destinano al cosiddetto indotto che si è generato in questi anni, dalle imprese che con i loro dipendenti forniscono manutenzioni agli impianti fino alle imprese fornitrici di materie prime per le attività e per le attività di somministrazione all'interno delle sale da gioco.
Le parti sottolineano che tra dipendenti diretti e quelli da indotto si arriva a mettere in crisi circa 20mila addetti e relative famiglie. Si tratta di dipendenti non hanno diritto ad alcuna cassa integrazione. A loro non potrà essere applicato nessun ammortizzatore strutturato. A rischio anche l'applicazione delle casse integrazioni in deroga e di mobilità visto che sono concesse fino ad esaurimento dei fondi disponibili e, considerato il momento particolare di crisi generale, probabilmente già esauriti.
Le parti, in prima battuta, hanno ritenuto di impegnarsi intervenendo nei confronti del Governo perché preveda la proroga della sperimentazione della tassazione al 12%, inserendola nel provvedimento Milleproroghe che verrà affrontato domani in Consiglio dei Ministri al fine di scongiurare ogni possibile conseguenza negativa sia per la salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti sia per la competitività delle imprese del settore.
Successivamente sarà necessario proseguire il confronto tra imprese, sindacati e Monopoli di Stato per arrivare a una soluzione stabile e condivisa delle misure sperimentali di riduzione del prelievo fiscale.

