Matteo ScibiliaIl presidente del Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia, Matteo Scibilia (nella foto), esprime alcune interessanti considerazioni sulla notizia di Gualtiero Marchesi che ha messo in gioco il suo nome per lanciare due panini e un dessert nei fast food McDonald's in tutta Italia. Un'iniziativa che ha già suscitato molte polemiche e ha diviso l'opinione pubblica in sostenitori e contrari. Scibilia si rivolge inoltre al ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, invitandola a riflettere su quanto poco vengano valorizzate le eccellenze dell'enogastronomia italiana in certe aree del Paese.

Pubblichiamo qui di seguito l'intervento del presidente dei Cuochi di Lombardia.

'
Caro Direttore,
la vicenda di Gualtiero Marchesi e McDonald's è la fotografia precisa di quello che sta avvenendo nel nostro paese con la cucina. Ha ragione, tra i tanti, Paolo Massobrio quando sottolinea che l'esempio sui giovani sarà nefasto, le tante mamme che affollano i negozi con la 'M”, si sentiranno affrancate dinanzi alle tante critiche sul cibo e in questo caso non solo di McDonald's ma delle tante paninoteche probabilmente meno sicure e garantite di questi ultimi.

Gualtiero Marchesi addenta un hamburger McDonald's (foto: la Repubblica)Certamente non si può negare che McDonald's sia nella fascia del suo mercato super garantito rispetto a tanti bar che fanno panini dietro la macchina del caffè o a fianco ad un microonde, ma forse, anzi sicuramente, non era il caso che il nostro Maestro si prestasse ad una simile operazione. Non che altri grandi cuochi non stiano facendo o abbiano fatto cose simili: dadi, sughi, detersivi, gelati industriali, patatine, sono ormai abbinati a grandi cuochi stellati, mentre come più volte ho sottolineato, anche in occasione dell'evento della Brambilla a Milano, quasi nessuno si ricorda dei moltissimi ristoranti, trattorie, pizzerie che negli angoli più sperduti del nostro fantastico Paese tengono alto il livello della nostra gastronomia.

Tra l'altro, caro Direttore, proprio sul solco di queste critiche non posso non far notare e rendere pubblica un'esperienza che mi è capitata a Palermo domenica sera. Stavo rientrando dopo il fantastico evento del Pellegrino Cooking Festival a Marsala, e dopo aver percepito e 'mangiato” la gastronomia di questa fantastica regione, mi chiedo e chiedo come è possibile che in un aeroporto, quello di Palermo, porta di entrata e di uscita per migliaia di turisti, la qualità del cibo sia così scadente. Come è possibile che i vini siciliani siano cosi scarsamente rappresentati, che l'olio in tavola sia di una grande azienda di Lucca? Neanche l'ombra dei grandi oli siciliani. Come è possibile che l'arancino sia cotto e rinvenuto nel microonde, rendendolo una pappetta, lontano anni luce da quel miracolo gastronomico che è il vero arancino siciliano? Come è possibile che alle 20.30 la cucina sia chiusa perché il cuoco era andato via? Come è possibile che una grande società, che tra l'altro ci rappresenta in tutto il mondo, scivoli in questa maniera? Forse con meno punti vendita e più attenzione alla qualità... Magari l'arancino potrebbe anche costare mezzo euro di più. Come è possibile che questo sia il biglietto da visita di entrata e di uscita di una grande città, di una grande regione come la Sicilia?

E collegandomi al problema Marchesi/McDonald's, qui sì che si mangiano grandi panini, compresi quelli con la granita, altro che l'arancino stracotto nel microonde. E non mi si dica che uno zibibbo secco o un grillo siciliano non possa non competere con l'Orvieto o il Pinot grigio venduto in questo aeroporto, tra l'atro molte di queste bottiglie da 0,375 in carta erano finite. Abbiamo infatti bevuto una birra. Non che in altri aeroporti la situazione sia migliore, ormai invasi da prodotti di catering preconfezionati, per fortuna qualche pizza fatta al momento diffonde il suo inconfondibile profumo.

Chiedo al ministro Brambilla, che tanto si prodiga per il nostro Turismo, se non sia forse il caso di intervenire sul territorio con un'azione che possa migliorare lo stato di queste situazioni. Non ci si può riempire la bocca con tante parole quando poi la realtà e ben lontana. Altro che, caro Ministro, allargare la somministrazione del cibo, bisogna che invece si faccia uno sforzo, tutti assieme, per migliorare quello che c'è, aiutare chi è già sul mercato, premiare chi rappresenta l'anima più vera e onesta della Cucina Italiana ed aiutarla ad essere presente nelle stazioni, nei porti, nei musei, negli aeroporti.

Matteo Scibilia
Presidente Consorzio Cuochi di Lombardia


Articoli correlati:
Anche Marchesi come Zaia promuove i panini di McDonald's
Per i panini di McDonald's, la Cucina italiana perde il suo Re
McDonald's... licenzia Zaia Già finita la bufala del McItaly
Da McDonald's al ristorante cinese Altro autogol del Governatore Zaia
Altro che panini. L'enogastronomiasi promuove con verità e spirito di squadra
Prima autopsia sul McItaly Non piace il panino di Zaia
McItaly, incurante delle critiche Zaia sempre più uomo sandwich

McItaly, Zaia come i Gesuiti converte i panini di McDonald's