alfonso-iaccarinoCome è vero, e quanto strugge questa verità.

La verità degli anni che corrono via e sono anni che si accumulano e diventano decenni ed anche essi fuggono via.

E per pochi attimi ci si abbandona al piacere di prelevare dalla cineteca della memoria individuale, i fotogrammi muti, Sant'Agata sui Due Golfi la location, di un giovanotto dai folti capelli neri, neri i baffi, robusto l'asciutto fisico, che principia il suo ardito cimento spiccando l'alto volo verso il sole della ristorazione di eccellenza.

Alto il rischio di bruciarsi le ali, altissimo l'incondizionato aiuto ricevuto dalla consorte, in condivisione di sorte anche in questa ardita intrapresa.

Lei si chiama Livia. Lui si chiama Alfonso. Alfonso Iaccarino. Ernesto e Mario i figli.

Il dolce passeggio degli anni che ci incamminano verso emozioni di suadente saggezza, giammai scalfendo gioiosi entusiasmi, lascia in Alfonso Iaccarino i gai segni di una vita scandita quasi sempre al rintocco di ore liete e naturalmente laboriose. Perché Alfonso ha saputo volare alto, ha saputo lavorare profondendo nel suo lavoro, sempre, il vincente binomio C&C: Cuore e Cervello. Grandissima passione, talento innato, esperienza ricevuta e velocemente accresciuta e poi espansa coi suoi viaggi nel mondo.

Per molti anni ci siamo avvalsi, per capelli che a lui prendevano l'argento e a me il pavimento, dello stesso barbiere, un caro amico.

Ed in barba (è il caso di dirlo) alla privacy, pressoché inesistente in un borgo come Sant'Agata, era il barbiere che comunicava destinazioni imminenti oppure recenti di Alfonso: a Londra, in Giappone, in Marocco, a Roma andata e ritorno in giornata, ma come fa ?!?!

Bello incontrarlo appena fuori dal cancello del suo ristorante, magari con il suo bel grembiule verde, a chiacchierare con i suoi compaesani e nel mentre saper accogliere gli ospiti, sovente ospiti illustri da ogni dove provenienti.

Ma ancora più bella una differente (oppure ulteriore) occasione di incontro con Alfonso.

Si tratta di rimettersi in auto e dirigersi verso Termini, altra frazioncina di Massalubrense che nel nome svela ubicazione: laddove la Penisola Sorrentina ha termine. Da qui ci si incammina a piedi lungo la Via Minervia. Caprì è lì di fronte, ad allungare le dita, la si può accarezzare, a tendere le guance se ne riceve eterea carezza.

E così passeggiando alle falde del Paradiso, si può avere la ventura di incontrare Alfonso, in compagnia dei suoi cani, che è di ritorno dalla sua attività di agricoltore presso la sua azienda agricola Le Peracciole, dove coltiva ortaggi e cura agrumeto ed oliveto.

Le Peracciole valgono ad Alfonso la cosiddetta filiera corta, altresì corroborata per il mare da pescatori di assoluta fiducia.

L'eccellenza qualitativa pertanto comincia dall'elevata qualità degli ingredienti.

E ora, domenica 25 settembre, autunno che entra, Alfonso festeggia il più alto dei riconoscimenti, conferitogli dalla più alta carica dello Stato, dal nostro Presidente Napolitano: la Commenda.

Alfonso Iaccarino, Commendatore.

Caro Alfonso, quanto ampiamente e fortissimamente hai saputo meritare questa altissima onorificenza e quanto, ne siamo persuasi, saprai onorarla proseguendo nel tuo specchiato ed esemplare comportamento.

Sei un galantuomo e sei anche un grandissimo cuoco, tra i più bravi del mondo.