Sfida nella cucina veneta a km 0 Vince la Zuppa di trippa con fagioli
Il concorso “Km 0 raccomandato in cucina”, che si è svolto all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (Pd), ha visto avvicendarsi a tavola sette pietanze, una per ciascuna provincia veneta, proposta dall’insolita abbinata tra un politico e un ristorante. Sul podio la trippa dei padroni di casa
I soliti raccomandati? Potremmo dire così se ci fossero stati brogli elettorali all'indomani del 4° concorso regionale dedicato al 'Km zero” che si è svolto il 16 settembre all'Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, in provincia di Padova, e che ha visto avvicendarsi a tavola sette pietanze, una per ciascuna provincia veneta, proposta dall'insolita abbinata politico - ristorante.In verità il titolo dell'edizione di quest'anno 'Km zero raccomandato in cucina” voleva ricordare un successo legislativo dal consenso trasversale che ha fatto del Veneto l'unica regione in Italia a dotarsi di una norma che sostiene la preferenza ai consumi di origine locale nella ristorazione collettiva e privata. Per questo alla sfida, insieme ai cuochi, davanti ai fornelli, c'erano consiglieri, assessori e capi gruppi consiliari.
Una gara politicamente corretta per proclamare il piatto sintesi dell'espressione della tradizione contadina, a ridotto impatto ambientale, ricco di sapore ma anche di ingredienti in via di riscoperta.
Criteri che la giuria tecnica e popolare ha riconosciuto nella 'Zuppa di trippa e fagioli con l'occhio del Castellaro” presentato dalla cucina della trattoria 'Da Ballotta” di Torreglia (Pd) per la prima volta in gara.
Il piatto sponsorizzato da Clodovaldo Ruffato, presidente del Consiglio regionale, ha strappato il trono occupato da Rovigo che nel 2009 vinse con 'L'anatra del Cristo e polenta di mais bianco perla” del ristorante 'Alla Rosa” di Adria che pure questa volta, a dire il vero, si è difeso molto bene.

Una competizione sentita sia dai cuochi e 'padrini” che durante la serata non si sono risparmiati in dichiarazioni a favore del proprio raccomandato rivelando uno spiccato senso dell'umorismo e una preparazione sui prodotti tipici del proprio territorio non indifferente condita anche di aspetti culturali e storici.
Come ha fatto Raffaele Grazia consigliere regionale dell'Udc (per tutti il primo della classe) sostenendo Vicenza con il 'Risotto di Grumolo delle Abbadesse al sedano di Campese” del ristorante 'Al Pioppeto” di Bassano del Grappa (Vi). Non da meno l'avversario Pietrangelo Pettenò di Rifondazione Comunista che si è dilungato nel racconto dell'uva Dorona della Laguna Nord di Venezia che guarniva 'Il branzino con i pomodorini del Cavallino” del locale 'Marco Polo” di Mestre (Ve).
A Dario Bond Capogruppo consiliare del Pdl brillavano gli occhi nel vedere 'Il lombetto di agnello dell'Alpago ai sapori di autunno” che oltre alla mela Prussiana, da buon botanico, avrebbe aggiunto anche il melograno. Sicuro del fatto suo anche il rodigino Graziano Azzalin consigliere del Pd, cliente affezionato della cambusa di Maria Romana Rigoni che come antipasto ha proposto 'I tocchetti di coniglio con polenta e grani di pepe”. Delicato il 'Timballino di zucca con granella di nocciole e tartufo nero della Lessinia” rarità ricercate tra i monti quanto i fossili di Borca.
Per dessert, oltre al dolce di farro con zucca legenaria e Torchiato di Fregona del 'Teatro dei sapori” di Castelfranco Veneto (Tv), anche l'intervento dell'Assessore regionale Franco Manzato (nella foto, quarto da sinistra) che in tutte le portate ha individuato il trionfo della biodiversità e l'impegno di numerosi agricoltori custodi di saggezza e specialità tramandate da generazioni. «Il patrimonio agroalimentare veneto è firmato dall'identità territoriale – ha detto Manzato, riconoscendo nella differenza la vera ricchezza».
«Ha vinto chi giocava in casa, come è giusto che sia per la cucina con prodotti a km 0. Ma possiamo ben dire che ha vinto la cucina del Veneto, anzi, quella delle province venete, con i suoi prodotti tipici, le sue specialità e i grandi maestri dei tanti ristoranti disseminati sul territorio».
Ecco i risultati. Ha vinto la trippa padovana, presentata dal presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato per la politica e dall'Antica Trattoria Ballotta di Torreglia per il cuoco. Per la precisione si trattava di 'Zuppa di trippa con fagioli dall'occhio del Castellano”. Il secondo posto è andato al coniglio del Polesine ('Tocchetti di coniglio d'autunno con polenta di mais 'Bianco Perla”, politico Graziano Azzalin e Trattoria alla Rosa di Adria); il terzo all'agnello dell'Alpago per Belluno ('Lombetto di Agnello dell'Alpago ai sapori d'autunno”, Dario Bond e Ristorante alle Codole di Canale d'Agordo).
Quarti a pari merito gli altri piatti a cavallo fra tradizione e innovazione: il veronese 'Timballino di zucca su fonduta di formaggio Monteveronese Dop, con granella di nocciole e tartufo nero della Lessinia” preparato dal Ristorante Tregnago di Montecchia di Crosara, orfano del politico Davide Bendinelli trattenuto altrove da impegni istituzionali; il vicentino 'Risotto con sedano di Campese mantecato allo Stracchino del Grappa”, Raffaele Grazia e ristorante Al Pioppeto di Romano d'Ezzelino; il veneziano 'Filetto di branzino della laguna all'uva di Mazzorbo con pomodoro del Cavallino confit, patata al vapore con emulsione di rucola”, Pietrangelo Pettenò e ristorante Marco Polo di Mestre; il trevigiano dessert 'Frollino di farro con zucca legenaria e miele del Grappa su crema di Torchiato di Fregona”, Franco Manzato e del ristorante Teatro dei Sapori di Castelfranco Veneto.
«La varietà e la concorrenza dei territori - ha ribadito Manzato - hanno davvero onorato la tavola, dimostrando che sono anche fattori di coesione e di identità culturale».
La serata è stata coronata da altri numerosi micro eventi all'insegna della biodiversità, della tutela dell'ambiente e del divertimento, con i fumettisti della Scuola internazionale di Comics di Padova (www.scuolacomics.it) che hanno proposto in tempo reale le caricature dei diversi politici in competizione. La coppia vincitrice ha invece fatto un giro d'onore a bordo di una vecchia Ford del 1929, futuristicamente alimentata a energia solare.
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