Agricoltura, rinnovato il contratto per un milione di lavoratori
Accordo fatto per il rinnovo del contratto degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre 2009, che interessa un milione di addetti in tutta Italia. L'intesa sul contratto è stata trovata dai sindacati di categoria Uila-Uil, Fai-Cisl e Flai-Cgil con Confagricoltura e Coldiretti
Nelle prime ore di questa mattina, 25 maggio 2010, è stato firmato a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, l'accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per operai agricoli e florovivaisti scaduto il 31 dicembre 2009. Ne dà l'annuncio Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, sottolineando «il senso di responsabilità che ha qualificato l'intera trattativa, sia da parte dei sindacati dei lavoratori sia da parte delle organizzazioni datoriali, nonostante le difficoltà che, a livello generale, stanno caratterizzando l'attuale fase economica».
Soddisfazione è stata dunque espressa dal presidente dell'organizzazione dei datori di lavoro agricolo «per la chiusura di un importante contratto che interessa oltre 200mila imprese e più di 1 milione di lavoratori».
«Le imprese hanno fatto la loro parte - continua Vecchioni - nonostante la grave crisi economico-finanziaria in atto e le incertezze sulla conferma delle agevolazioni contributive per le aziende operanti nei territori montani e svantaggiati, ormai in scadenza. Confidiamo ora che il ministero del Lavoro riapra il tavolo di confronto sulle problematiche in materia di lavoro e previdenza a partire da quelle concernenti le predette agevolazioni contributive».
Nel merito, l'accordo, che rappresenta un'ulteriore dimostrazione delle buone relazioni sindacali che caratterizzano il settore, conferma l'assetto fortemente decentrato della contrattazione agricola e pone le basi per lo sviluppo di un sistema di relazioni bilaterali coerente con le recenti innovazioni legislative in materia.
Un passo importante di fronte alla crisi che – ha sottolineato la Coldiretti - interessa oltre un milione di lavoratori e segue di pochi mesi la sottoscrizione a settembre 2009 del protocollo di intesa sugli assetti contrattuali agricoli i cui impegni e affidamenti hanno trovato puntuale riscontro nei contenuti assolutamente innovativi del contratto.
Oltre alla integrale riconferma degli assetti contrattuali esistenti con questa tornata negoziale sono stati conseguiti importanti risultati sul versante della semplificazione e razionalizzazione con la creazione di un unico ente bilaterale nazionale nonché con l'impegno a rivisitare gli strumenti bilaterali territoriali.
Le dinamiche salariali non saranno più legate al protocollo del luglio '93 ovvero all'inflazione programmata ed all'indennità di vacanza contrattuale, ma al nuovo sistema previsto dall'accordo del 21 gennaio 2009 sottoscritto a livello governativo da Coldiretti e basato sull'indice Ipca. Da sottolineare inoltre che è stata concordata l'introduzione di un innovativo strumento di approccio delle crisi che darà modo alle parti, con tutte le necessarie garanzie per lavoratori e imprese, di affrontare contingenze e congiunture negative attraverso percorsi temporanei e sperimentali idonei a generare le condizioni per il superamento di dette crisi. Deve inoltre essere evidenziata l'introduzione di alcuni nuovi elementi di welfare sociale in termini di pari opportunità, ammissione al lavoro dei minori, possibilità di trasformare a part-time il rapporto di lavoro della madre in caso di necessità, la regolazione della malattia e infortunio degli apprendisti, permessi retribuiti per il padre in caso di nascita o adozione, di permessi per l'apprendimento della lingua italiana da parte di lavoratori cittadini extracomunitari.
Molte delle innovazioni introdotte, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, richiedono ora un puntuale e attivo ma soprattutto coerente impegno da parte della contrattazione di livello provinciale affinché possano trovare pratica applicazione i nuovi percorsi definiti dalla contrattazione nazionale.

