Se è vero che il caffè è, per antonomasia, un piacere, anche il servizio che accompagna la tazzina di espresso, piuttosto che il cappuccino, dovrebbe esserne all'altezza. Eppure quante volte, entrando in un bar, si deve constatare come sempre più spesso, non solo il contesto di gesti e di modi risulta approssimativo e carente, ma anche che le più basilari tecniche per la realizzazione di una bevanda nero bollente, che meriti di essere vissuta con gusto, vengono tragicamente violate o banalmente trascurate.

è stata questa considerazione a spingere Paolo Uberti (nella foto), patron della casa di torrefazione Trismoka, che ha sede a Paratico, sulle sponde del lago d'Iseo, a investire ingenti sforzi e risorse nella formazione dei baristi. L'azienda bresciana, infatti, grazie anche alla collaborazione degli amministratori della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia e i presidi degli Istituti scolastici professionali del territorio, che fin da subito hanno sposato la sua filosofia e fornito il sostegno necessario, è da sempre in prima linea a difesa della qualità, non solo del prodotto, ma anche del servizio con cui viene presentato.

«La crescita di una generazione di baristi che sappia dare il giusto risalto alle peculiarità del macinato - spiega il titolare di Trismoka - è fattore imprescindibile per garantire al cliente di poter apprezzare appieno tutto il gusto e la fragranza del caffè». E i risultati di questo impegno e della tenace e ferma convinzione che muovono le iniziative di Uberti, non si sono fatti attendere. All'edizione 2010 del Campionato italiano baristi caffetteria organizzato da Acib (Associazione campionato italiano baristi) e patrocinato da Scae (Speciality coffee association of Europe) svoltosi a Carrara, i baristi preparati da Trismoka si sono piazzati molto bene nelle classifiche. Tutti successi che vanno ad accrescere il medagliere di Trismoka e di Uberti.