Sicurezza dei lavoratori in cucina Come ridurre i rischi di infortunio
Preparare alimenti è un mestiere che comporta responsabilità oltre a notevoli rischi: i cuochi rientrano tra le categorie di lavoratori più colpiti da incidenti sul lavoro, seguiti da camerieri, inservienti, baristi, rosticcieri e pizzaioli. Come ridurre i rischi e capire le responsabilità?

Ritmi di lavoro frenetici in spazi limitati e scarsa attenzione rivolta alla formazione e all'uso di dispositivi di protezione contribuiscono ad accrescere il numero di infortuni all'interno delle cucine di pubblici esercizi e laboratori alimentari. Preparare alimenti è un mestiere che comporta forti responsabilità oltre a notevoli rischi: i cuochi, infatti, rientrano tra le categorie di lavoratori maggiormente colpiti da incidenti sui luoghi di lavoro, seguiti da camerieri, inservienti, baristi, rosticcieri e pizzaioli.
I dati Inail più recenti dimostrano che in Italia gli infortuni provenienti esclusivamente dagli operatori del settore ristorazione-alberghi si aggirano su una stima di 33.500 l'anno. Un infortunio su tre avviene nei ristoranti (seguono mense, alberghi, bar, villaggi turistici e campeggi) e le cause più frequenti sono scivolamenti, movimenti bruschi o uso improprio di utensili e attrezzature, che possono provocare gravi danni alla colonna vertebrale, alle caviglie o alle mani.
Il Testo Unico 81/08: obblighi e responsabilità
Il Testo Unico 81/08 che subentra all'ex D.Lgs. 626/94, chiarisce quali obblighi e responsabilità devono rispettare le figure coinvolte nello scenario lavorativo, considerando che, l'inosservanza di tali principi, implica pesanti sanzioni.
FIGURA | OBBLIGHI E RESPONSABILITA' |
DATORE DI LAVORO |
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RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP) |
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PREPOSTO |
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INCARICATO PRIMO SOCCORSO (IPS)
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INCARICATO LOTTA ANTINCENDIO (ILA) |
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MEDICO COMPETENTE |
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RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI (RLS) |
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LAVORATORE |
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Classificazione dei principali fattori di rischio in cucina
Gli infortuni e le malattie professionali sono spesso generati da una scarsa conoscenza dei rischi specifici all'interno del proprio ambito lavorativo. è necessario pertanto individuare e valutare i rischi più frequenti, informare e formare adeguatamente il personale sulle cause più frequenti, al fine di tutelare la salute e la loro sicurezza.
CAUSE | COME RIDURRE IL RISCHIO |
RISCHIO DA URTI, CADUTA E SCIVOLAMENTO | |
Rischi collegati direttamente all'ambiente di lavoro, presenza di oggetti fuori posto, pavimenti scivolosi o danneggiati e uso di scarpe non adatte. |
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RISCHIO DA TAGLIO | |
Utilizzo scorretto di affettatrici, tritacarne, taglia cotolette, sega ossi, coltelli, strumenti per spellare, e per grattare. |
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RISCHIO DA USTIONE | |
Utilizzo scorretto di forni elettrici, a microonde, macchine bar. |
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RISCHIO MICROCLIMATICO | |
Accesso o permanenza non idonea in ambienti umidi, eccessivamente caldi o freddi (es. zona cottura, celle frigorifere).
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RISCHIO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI | |
Movimenti inidonei in fase di carico/scarico e stoccaggio merci |
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RISCHIO CHIMICO | |
Uso non corretto dei prodotti chimici durante le operazioni di sanificazione di locali e attrezzature. |
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Sanzioni per comportamenti omissivi
Tra le principali novità introdotte dal Testo Unico rientra la razionalizzazione delle sanzioni penali e amministrative conseguenti alle violazioni degli obblighi da parte di datori di lavoro, personale preposto, e lavoratori, commisurando le sanzioni ai rischi delle attività in corso. L''obiettivo è di assicurare una migliore corrispondenza tra infrazioni e sanzioni.
DATORE DI LAVORO - sanzioni per mancata: | SANZIONI |
| Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 € |
| Ammenda da euro 3.000 a 9.000 € |
| Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a 3.000 |
| Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.000 a 5.000 € |
PREPOSTO - sanzioni per mancata: | SANZIONI |
| Arresto da 1 a 3 mesi o ammenda da 500 a 2.000 € |
| Arresto fino a 1 mese o ammenda da 300 a 900 € |
LAVORATORE - sanzioni per | SANZIONI |
| Arresto fino ad 1 mese o ammenda da 200 a 600 €. |

