Qual è il confine tra il design che arreda la tavola di casa e quella del ristorante? Ci siamo posti questa domanda visitando le ultime fiere del settore: dalle milanesi Salone del Mobile e Macef (da cui sono tratte le foto di questa pagina) al riminese Sia Guest, il salone dell'ospitalità. Dal nostro viaggio tra i numerosi padiglioni, alla ricerca delle novità, è emerso chiaramente che l'Horeca vuole sempre più "casa". Posate meno anonime, accessori ricercatissimi e attrezzature pratiche, ma anche ergonomiche dalle forme accattivanti. In pratica quello che ciascuno di noi vorrebbe acquistare per la propria abitazione, spesso lo ritroviamo nei locali pubblici. A nessuno è forse mai capitato di scorgere in un ristorante bicchieri o ciotole di una notissima catena svedese? Fino a qualche anno fa era impensabile perché i due mondi erano volutamente tenuti più distanti.

Ci dovremo dunque abituare a vedere tavole con mise en place sempre più colorate, amichevoli, di tendenza e cucine meno anonime. Basta osservare la varietà di tazzine, spesso colorate, che troviamo sul banco del bar, le più disparate forme di piatti che i camerieri ci portano in tavola o i numerosi accessori che fanno da corollario all'affascinante mondo del vino.

Sempre più operatori del settore si mescolano ai consumatori per carpire le novità che i designer, in gran parte giovani, presentano negli spazi fieristici che assumono anche la funzione di confronto tra fruitori e progettisti.

Ma cosa spinge la ristorazione e l'hotellerie ad orientarsi verso la creazione di ambienti sempre più casalinghi? Il concetto chiave è forse duplice: far sentire l'ospite o il cliente a proprio agio e star bene nel proprio ambiente lavorativo. Un concetto che va ben oltre il tema trattato in questa pagina: oggi la ristorazione si confronta, dialoga, interagisce con un consumatore più attento e istruito.

Un rapporto, più intenso, che esige però ritmi di cambiamento più  ravvicinati. Per questo le novità, nel design, ci sono e non ci sono: difficile trovare oggetti che lascino a bocca aperta. Le forme cambiano, si adeguano ai gusti del momento, ma nulla sorprende. è l'originalità a raccogliere la maggior attenzione e questa non sembra arrivare dal nostro paese. Ma del resto, ragionando in chiave cosmopolita, è giusto accettare che le idee e l'innovazione possano arrivare da menti sparse per il mondo.