Miglior sommelier Ais d'Italia È il bresciano Nicola Bonera
Classe 1979, bresciano, Nicola Bonera ora siede sul "trono" che lo scorso anno è stato di Ivano Antonini. Ufficialmente, è il miglior sommelier italiano per l'Associazione Italiana Sommelier. Sofferta la vittoria, con due avversari altrettanto bravi quali Niccoló Bau e Gabriele del Carlo

è Nicola Bonera (nella foto a sinistra) il miglior sommelier d'Italia 2010. Trentuno anni, nato a Brescia, lavora come wine consultant per diversi ristoranti ed enoteche. Bonera ha vinto il Premio Franciacorta, aggiudicandosi la competizione svoltasi a Perugia nel Teatro del Pavone in occasione del 44° Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana Sommeliers. Nel corso di una sfida serrata ha preceduto Gabriele Del Carlo, secondo classificato, e Niccolò Baù che si è posizionato al terzo posto (tutti nella foto).L'edizione 2010 ha visto la partecipazione alle semifinali di ben 16 sommelier, a dimostrazione degli ottimi risultati che l'Ais sta raccogliendo con i corsi didattici diffusi su tutto il territorio nazionale. «Il livello medio di preparazione dei candidati è stato molto elevato, come dimostrano i punteggi ottenuti nel corso delle semifinali. Come in tutti i concorsi il vincitore è uno solo - ha dichiarato il presidente dell'Ais Terenzio Medri - ma mai come in questo caso voglio sottolineare la professionalità di tutti i concorrenti. è la strada che abbiamo intrapreso negli ultimi anni, che ha portato i sommelier a interpretare il ruolo di comunicatori delle eccellenze del grande vigneto italiano».
Il prestigioso trofeo è stato consegnato da Maurizio Zanella, presidente del Consorzio per la Tutela del Franciacorta, al termine della finale di sabato 2 ottobre.
Secondo posto per il toscano Gabriele Del Carlo (nella foto accanto a sinistra). Ventisei anni, lucchese, attualmente sommelier al Ristorante George V del Four Seasons Hotel di Parigi, Gabriele Del Carlo ha dimostrato un'ottima preparazione e sicurezza nell'affrontare le numerose prove del concorso: degustazione descrittiva di tre vini alla cieca, riconoscimento di quattro distillati, descrizione e degustazione di un piatto con relativo abbinamento, una prova di accoglienza al ristorante con apertura di una bottiglia di Franciacorta (prova in lingua), abbinamento di un menu di sette portate con 5 vini italiani e 5 vini europei, decantazione di un vino e correzione di una carta dei vini piena di errori. Inoltre si è particolarmente distinto per la prova di classe e stile, raccogliendo consensi e ripetuti applausi per la prova in lingua.

