Stagione dinamica per Onav. Statuto adeguato per l'estero
Nell’Assemblea del 23 ottobre sono state discusse alcune modifiche statutarie che consentono al gruppo dirigente di realizzare il programma per cui sono stati eletti e di adeguare lo Statuto alle realtà attuali. Tra le modifiche fondamentali quella che permette l’apertura di delegazioni estere

Non è trascorso nemmeno un anno dall'Assemblea in cui sono stati rinnovati i vertici dell'Onav - per dare all'Organizzazione una dinamicità in linea con le attuali esigenze del sempre più ampio e articolato mondo dei cultori del buon bere - che già si stanno cogliendo i primi risultati con un rilancio in grande stile dell'immagine e dell'azione a livello sia nazionale sia internazionale.
Su quest'ultimo abbiamo già avuto occasione di informare i lettori raccontando l'esaltante esperienza cinese svolta con le autorità di quel Paese nell'ottica di uno sviluppo (quanto mai interessante per i nostri produttori) del vino nelle abitudini alimentari della popolazione. Il capitolo internazionale non si limita però alla Cina (una seconda delegazione si sta affiancando alla prima già operativa, probabili battistrada di una lunga serie), ma sta coinvolgendo altri Paesi: Malta, Giappone e Inghilterra stanno per entrare nella grande famiglia dell'Onav.
Per questa come per altre innovazioni si è reso indispensabile adeguare uno Statuto che, pur estremamente valido nei principi di base, risponde logicamente a un quadro dell'enologia profondamente diverso dall'attuale. Basti pensare alle caratteristiche dei vini degli anni cinquanta (quando è stata costituita l'Organizzazione), alle tecniche utilizzate in vigna e in cantina, alle tipologie di consumatori e alla funzione sociale del vino in quegli anni per rendersi conto di quanto siano cambiati i parametri di questo mondo.
Nell'Assemblea dello scorso 23 ottobre sono state quindi discusse alcune modifiche statutarie che - pur lasciando invariati i principi di base - consentono al gruppo dirigente di realizzare il programma per cui sono stati eletti e di adeguare lo Statuto alle realtà attuali. Tra le modifiche fondamentali quella che permette l'apertura di delegazioni estere e quella che - rispondendo a un'esigenza di chiarezza un tempo ovvia - stabilisce che l'Onav è un'organizzazione no profit. Altra importante precisazione in relazione alle dinamiche del settore è stata il sottolineare quale compito fondamentale la ricerca e lo studio scientifico dei vari aspetti della viticoltura. Le finalità formative impongono all'Onav di sviluppare un intenso lavoro fra e verso i giovani per far comprendere come il vino da occasione di gioia e salute non si trasformi in causa di tragedia, ma non debba nemmeno divenire facile "capro espiatorio" di colpe non sue.
Per favorire il rapporto con i giovani e le loro problematiche è stata istituita e inserita nello Statuto la figura del socio yung con la creazione di un'apposita struttura e la presenza di rappresentanti in tutti i livelli degli organi associativi: un vero e proprio movimento giovanile. Naturalmente per i soci young, come per gli studenti, è prevista una quota associativa ridotta. Il vino sta godendo di un particolare momento di "popolarità" vuoi per reale interesse, vuoi per moda.
è un fatto, comunque positivo, ma che va governato per evitare che resti solo il superficiale interesse di un attimo. Un'apposita modifica dello Statuto che fino a oggi prevedeva un'unica possibilità di associazione (la frequenza dei corsi) istituisce la figura "socio amico" cui potranno accedere tutti quelli che non hanno voglia o possibilità di seguire il normale canale d'adesione, ma hanno il desiderio di approfondire le proprie conoscenze sul vino.
Profondi i cambiamenti sul piano della comunicazione con la trasformazione della gloriosa testata de L'Assaggiatore in una rivista scientifica, organo di approfondimento per i soci, mentre alla cronaca e alla vita associativa è stata dedicata la nuova testata on-line Onav News, brillantemente varata in occasione dell'ultimo Vinitaly. Alla didattica - giustamente considerata fondamentale per le finalità associative - è riservata una grande attenzione, a cominciare da un aggiornamento dei libri di testo che devono tener conto della continua evoluzione delle tecniche utilizzate in vigna e in cantina e delle relative tecnologie.
Grande innovazione varata in occasione dell'Assemblea del 23 ottobre - che dopo circa un anno è servita per fare il punto sul cammino compiuto e su quello che resta da fare - sono stati i corsi di secondo livello che tratteranno di "enografia". L'argomento verrà esaminato per aree geografiche: otto italiane, una riservata alla Francia e una al resto del mondo, ed è la prima volta che l'Onav parla ufficialmente e nei propri corsi (e non in casuali degustazioni come è avvenuto diverse volte anche a Milano) di vini internazionali. Si tratta di una logica evoluzione sul piano della didattica, non avrebbe infatti significato alcuno varare delegazioni estere per poi rinchiudersi nello studio dell'enologia nazionale. Un formidabile lavoro in atto è la ristrutturazione dell'albo docenti (oltre 200) con una valutazione delle competenze di ciascuno e con abilitazione per argomento: cioè ogni docente sarà abilitato unicamente per le lezioni attinenti alla materia in cui è più preparato e nei corsi potrà tenere solo le lezioni relative a quella materia.
Sul piano organizzativo si sta sviluppando la formazione di delegazioni regionali sempre più importanti per un'Onav che tende a un delegato in ogni provincia: al livello regionale spetterà il compito di coordinare e armonizzare le realtà provinciali ricomponendole sempre più in un quadro omogeneo. Sono state costituite nuove sezioni a: Ancona, Bari, Biella, Campobasso, Macerata, Modena e Nuoro, mentre altre come Arezzo, Ascoli Piceno, Ferrara, Isernia, Pesaro-Urbino, Piacenza e Siena sono in fase di costituzione. Naturalmente tutte queste attività si sono tradotte in un rilevante incremento dei soci (+15%), eccezionale se si considera l'attuale momento economico del Paese in cui singoli e famiglie "tagliano" le spese considerate superflue.

