Grandi cuochi e ricette del territorio. A GusTé vince la tradizione
A Teramo sono state protagoniste 4 storiche ricette del territorio - la tiella di verdure con ortaggi di stagione, il panino di porchetta & porchetta, le mozzarelle e la pizza “dogge” - interpretate e preparate da chef del calibro di Salvatore Tassa, Ciccio Sultano, Mauro Uliassi e Niko Romito
TERAMO - Se la cucina di una popolazione è legata ai valori della sua cultura e del suo territorio, quella teramana è incredibilmente ricca di frutti del mare, dei pascoli e dei boschi, con tutta la fantasia dettata dalle stagioni che cambiano. La provincia di Teramo è vasta: va dalle aree montane e pedemontane del Gran Sasso e della Laga alle colline dell'olio e del vino fino alle spiagge dorate ed ai porticcioli dove approdano le paranze e costituisce un patrimonio da preservare, un punto di forza del territorio in una regione come l'Abruzzo finalmente considerata turisticamente importante.

Nella foto, da sinistra: Salvatore Tassa, Mauro Uliassi, Maurizio Brucchi, Ciccio Sultano e Niko Romito.
La via intrapresa dalle istituzioni locali e dai soggetti economici di proporre percorsi enogastronomici per esaltarne le potenzialità attrattive sta già dando buoni frutti. Proprio a Teramo si è svolto recentemente GusTé la prima edizione di un'iniziativa, a cui è superfluo augurare un buon futuro, che ha visto quattro storiche ricette del territorio - la tiella di verdure con ortaggi di stagione, il panino di porchetta & porchetta, le mozzarelle e la pizza 'dogge” - interpretate e preparate da altrettanti chef del calibro di Salvatore Tassa, Ciccio Sultano, Mauro Uliassi e Niko Romito.
Almeno 1500 persone le hanno gustate nella "Città dei Sapori" appositamente allestita nel parco dell'Istituto Regina Margherita allestito con una mise en place degna di un grande ristorante. Impeccabile il servizio, curato dai ragazzi dell'Istituto Alberghiero L. Di Poppa. Grande spazio alle eccellenze del territorio, come i vini Docg delle Colline Teramane di una dozzina di produttori e in bella mostra erbe di montagna, ortaggi dei colli, tartufi e funghi della Laga, porchetta di Campli, tacchino alla Canzanese, caprini e pecorini, salumi e ventricina, oli extravergine, conserve e marmellate, la pasticceria locale e le infinite paste fatte in casa o artigianali.
«è stato certamente un grande successo di pubblico ma anche un modo intelligente di portare alla ribalta una cucina, quella teramana, che merita la massima attenzione - ha detto Mario Cozzi, assessore alle Attività produttive del comune di Teramo - perché sappiamo come la proposta gastronomica rappresenti un fondamentale biglietto da visita per un territorio, autentico perno intorno al quale si muovono economia e turismo».
Perfetta la macchina organizzativa, nell'ambito della quale preziosa è stata l'opera della Camera di commercio e della Fondazione Tercas, che ha permesso di proporre al meglio un evento unico nel suo genere, presentato con entusiasmo da Roberta Camerin e Antonio Paolini.
Ovviamente la sfida tra gli chef del Teramo Team e la squadra esterna scherzosamente ribattezzata dei Visitors è stata la vera protagonista della kermesse. Una sfida, va detto, che ha visto tutti vincitori. Perché se i quattro fuoriclasse dei fornelli hanno fornito delle interpretazioni straordinarie di altrettanti piatti della cucina teramana, la squadra di casa (Alessandro De Antoniis, Marcello Schillaci, Francesco Auricchiella e Alessandro Tribuna) non ha certo sfigurato nella proposta tradizionale delle ricette in concorso.
«è stato un successo che premia i nostro sforzi - ha dichiarato il sindaco Maurizio Brucchi - e che ci spinge a preparare l'edizione 2011 nel migliore dei modi. Ripeteremo certamente questo format, che tanto è piaciuto, aggiungendoci un elemento che renderà GusTE' davvero unico. L'anno prossimo, infatti, avremo anche Cucine AperTe che vedrà protagoniste, appunto, le cucine dei teramani, quelle delle case, quelle dove la tradizione abita realmente. Non voglio aggiungere altro per non guastare la sorpresa ma posso dire già da ora che si tratterà di un evento assolutamente straordinario».
Intanto il nuovissimo volune illustratissimo "Teramo il linguaggio dei sapori" curato da Roberto De Viti e da Antonio Paolini, e finanziato dalla locale Camera di commercio continua a dare visibilità a una cucina tutta da scoprire non solo raccontandone origini e descrivendone dosaggi e preparazione, ma anche descrivendo i riti della campagna, come la trebbiatura o l'uccisione del maiale, le feste dei santi, come quella della Madonna delle Grazie, patrona di Terano, lo sdijuno (la fine del digiuno pasquale) e l'evento più importante: la cena di Natale, fatta di ritualità e atmosfere che nessun materialismo consumista ha potuto cancellare.

Nella foto, da sinistra: Salvatore Tassa, Mauro Uliassi, Maurizio Brucchi, Ciccio Sultano e Niko Romito.
La via intrapresa dalle istituzioni locali e dai soggetti economici di proporre percorsi enogastronomici per esaltarne le potenzialità attrattive sta già dando buoni frutti. Proprio a Teramo si è svolto recentemente GusTé la prima edizione di un'iniziativa, a cui è superfluo augurare un buon futuro, che ha visto quattro storiche ricette del territorio - la tiella di verdure con ortaggi di stagione, il panino di porchetta & porchetta, le mozzarelle e la pizza 'dogge” - interpretate e preparate da altrettanti chef del calibro di Salvatore Tassa, Ciccio Sultano, Mauro Uliassi e Niko Romito.
Almeno 1500 persone le hanno gustate nella "Città dei Sapori" appositamente allestita nel parco dell'Istituto Regina Margherita allestito con una mise en place degna di un grande ristorante. Impeccabile il servizio, curato dai ragazzi dell'Istituto Alberghiero L. Di Poppa. Grande spazio alle eccellenze del territorio, come i vini Docg delle Colline Teramane di una dozzina di produttori e in bella mostra erbe di montagna, ortaggi dei colli, tartufi e funghi della Laga, porchetta di Campli, tacchino alla Canzanese, caprini e pecorini, salumi e ventricina, oli extravergine, conserve e marmellate, la pasticceria locale e le infinite paste fatte in casa o artigianali.
«è stato certamente un grande successo di pubblico ma anche un modo intelligente di portare alla ribalta una cucina, quella teramana, che merita la massima attenzione - ha detto Mario Cozzi, assessore alle Attività produttive del comune di Teramo - perché sappiamo come la proposta gastronomica rappresenti un fondamentale biglietto da visita per un territorio, autentico perno intorno al quale si muovono economia e turismo».
Perfetta la macchina organizzativa, nell'ambito della quale preziosa è stata l'opera della Camera di commercio e della Fondazione Tercas, che ha permesso di proporre al meglio un evento unico nel suo genere, presentato con entusiasmo da Roberta Camerin e Antonio Paolini.
Ovviamente la sfida tra gli chef del Teramo Team e la squadra esterna scherzosamente ribattezzata dei Visitors è stata la vera protagonista della kermesse. Una sfida, va detto, che ha visto tutti vincitori. Perché se i quattro fuoriclasse dei fornelli hanno fornito delle interpretazioni straordinarie di altrettanti piatti della cucina teramana, la squadra di casa (Alessandro De Antoniis, Marcello Schillaci, Francesco Auricchiella e Alessandro Tribuna) non ha certo sfigurato nella proposta tradizionale delle ricette in concorso. «è stato un successo che premia i nostro sforzi - ha dichiarato il sindaco Maurizio Brucchi - e che ci spinge a preparare l'edizione 2011 nel migliore dei modi. Ripeteremo certamente questo format, che tanto è piaciuto, aggiungendoci un elemento che renderà GusTE' davvero unico. L'anno prossimo, infatti, avremo anche Cucine AperTe che vedrà protagoniste, appunto, le cucine dei teramani, quelle delle case, quelle dove la tradizione abita realmente. Non voglio aggiungere altro per non guastare la sorpresa ma posso dire già da ora che si tratterà di un evento assolutamente straordinario».
Intanto il nuovissimo volune illustratissimo "Teramo il linguaggio dei sapori" curato da Roberto De Viti e da Antonio Paolini, e finanziato dalla locale Camera di commercio continua a dare visibilità a una cucina tutta da scoprire non solo raccontandone origini e descrivendone dosaggi e preparazione, ma anche descrivendo i riti della campagna, come la trebbiatura o l'uccisione del maiale, le feste dei santi, come quella della Madonna delle Grazie, patrona di Terano, lo sdijuno (la fine del digiuno pasquale) e l'evento più importante: la cena di Natale, fatta di ritualità e atmosfere che nessun materialismo consumista ha potuto cancellare.

