Ristoranti italiani nel mondo Obiettivo mille bollini di qualità
Il progetto “Ristoranti italiani nel mondo” è diventato una realtà in molti luoghi, da Londra a Città del Capo, da Chicago a Dubai. Infatti, come dice il presidente dell'Isnart Maddaloni, gastronomia e ristorazione italiana stanno assumendo sempre più un ruolo chiave a livello economico e culturale

Avviato con successo il progetto 'Ospitalità italiana - Ristoranti italiani nel mondo”, iniziativa di Unioncamere che nasce dalle esperienze acquisite sul territorio nazionale grazie al marchio 'Ospitalità italiana”, certificazione di qualità che coinvolge oggi oltre 5mila strutture ricettive (tra alberghi, ristoranti, agriturismi, camping, stabilimenti balneari, ecc.), nata nel 1997 con il supporto operativo dell'Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart).
Il nuovo progetto, che esporta i criteri valutativi al di fuori dei confini nazionali applicandoli ai ristoranti italiani nel mondo, si propone come obiettivi lo sviluppo e la promozione delle tradizioni dei prodotti agroalimentari italiani, la valorizzazione della cultura enogastronomica italiana e dell'immagine dei ristoranti italiani all'estero, e la creazione di una rete internazionale che consenta la realizzazione di eventi promozionali delle eccellenze produttive italiane. Sono state coinvolte nell'iniziativa 75 ambasciate delle Camere di commercio nel mondo. Da notare l'adesione al progetto, ancor prima dell'avvio ufficiale, da parte di ben 245 ristoranti in tutto il mondo.
Per capire a fondo gli obiettivi del progetto e individuare le prospettive futute abbiamo intervistato il neo presidente dell'Isnart Maurizio Maddaloni (nella foto a destra).Grazie alla collaborazione tra Isnart e le Camere di commercio si sono consolidati i progetti di valorizzazione delle strutture ricettive, dal marchio 'Ospitalità italiana” nelle diverse province dello Stivale fino al marchio 'Ospitalità italiana. Ristoranti italiani nel mondo” per quanto riguarda la ristorazione italiana all'estero. Quanto può essere importante per il turista/cliente una simile certificazione di qualità?
Rispondo senza mezzi termini: è fondamentale. Basti pensare che la gastronomia e la ristorazione italiana stanno assumendo sempre più un ruolo importante sia a livello economico sia a livello culturale. La notorietà all'estero dell'Italia gastronomica è indubbia: il 9,5% degli stranieri cita spontaneamente il nostro Paese in relazione al 'cibo, buona cucina” e la valutazione de 'i pasti e la cucina” nell'esperienza di chi ha visitato il nostro Paese risulta di 7,9 in un range da 1 a 10. Sulla base di questi dati si capisce come il nostro nuovo marchio sia una certezza che tutela le nostre tradizioni e l'italian style nel rispetto di chi siede a una nostra tavola all'estero.
Quanto conta la qualità gastronomica per i ristoranti italiani nel mondo?
Abbiamo potuto constatare che la nostra ristorazione all'estero presenta altissimi livelli di qualità, un fortissimo legame con i nostri prodotti tipici e un'attenzione particolare ai piatti tradizionali italiani. Quegli stessi piatti, peraltro, che i visitatori stranieri apprezzano di più quando sono in Italia. Il marchio Ospitalità Italiana rappresenta dunque una grossa opportunità per i nostri locali all'estero: un'opportunità unica che premia chi ha impostato il suo lavoro sulla qualità gastronomica.
Con quali modalità avverrà la consegna dei riconoscimenti ai ristoranti all'estero?
La procedura di certificazione prevede alcune precise fasi: intanto una campagna di comunicazione da parte delle Camere di commercio italiane all'estero, quindi la candidatura da parte dei ristoranti, poi l'ammissione e la visita da parte delle Camere. Solo a questo punto il Comitato di Valutazione verifica che il ristorante abbia i requisiti necessari per ottenere la certificazione.
Quanto conta l'utilizzo di materie prime made in Italy di qualità e prodotti a marchio Dop e Igp nella valutazione di un ristorante italiano all'estero? Conta molto, consideri infatti che i ristoranti italiani all'estero devono rispettare un ben preciso disciplinare: 'dieci comandamenti” che rappresentano una conditio sine qua per ottenere il marchio e che prevedono tra l'altro la descrizione nel menu di almeno cinque ricette con la segnalazione della provenienza Dop o Igp e ancora un elenco preciso con tutti i prodotti enogastronomici italiani Dop o Igp utilizzati nel locale.
In che modo il progetto di Isnart e Unioncamere potrà contribuire alla tutela del Made in Italy e alla valorizzazione della cucina italiana nel mondo?
L'offerta enogastronomica italiana attira da sola il 7% degli stranieri che trascorrono una vacanza in Italia: un turismo che genera sul territorio un impatto economico stimato in 1,5 miliardi di euro spesi nel 2009. A questo fattore di successo sta contribuendo anche chi nei Paesi stranieri sta portando avanti la cultura gastronomica italiana: i nostri ristoratori all'estero che, grazie alla loro cucina e alla presentazione dei nostri prodotti tipici, stanno diventando sempre più veicoli di promozione della destinazione Italia. Il progetto 'Ospitalità Italiana - Ristoranti Italiani nel Mondo” si inserisce in questa logica proprio perché è un processo di emulazione costruttiva, in quanto chi farà parte di questo 'club dei ristoranti italiani nel mondo” sarà spinto a utilizzare solo prodotti di origine italiana. Anche questo un modo efficace per contrastare il dilagante fenomeno delle contraffazioni.
Quanti ristoranti si prevede saranno certificati con il 'bollino” di qualità a un anno dal varo dell'iniziativa?
Certamente mille, ma il nostro obiettivo è di arrivare a qualche decina di migliaia nell'arco di pochi anni. In ogni caso consideri che il nostro progetto ha già coinvolto le Camere di commercio dislocate in 45 diversi Paesi nel mondo. Il progetto 'Ristoranti Italiani nel Mondo” è diventato così una realtà nelle più diverse città: da Londra a Città del Capo, da Chicago a Dubai. E a proposito di distribuzione per aree geografiche le svelo un dato: i ristoranti candidati sono nel 48,3% dei casi in Europa, nel 14% nel Nord America, nel 7,7% in Oceania, nel 5,1% in Africa, nel 13,9% in Asia e Medioriente, nell'11% in Centro e Sud America.
Articoli correlati:
Eccellenze dell'Ospitalità italiana A Ischia si elegge la 'regina” del 2010
Rinnovato il consiglio dell'Isnart Maurizio Maddaloni nuovo presidente
Saranno finalmente certificati i ristoranti italiani all'estero
Ristoranti italiani nel mondo Già 38 quelli certificati
Bollino per i ristoranti nel mondo Si punta sulle materie prime Doc

