Fiori (Pdl): Se il vino fosse più di moda ci sarebbero meno incidenti stradali
Il consigliere in Regione Lombardia per il Pdl e già assessore all’Agricoltura Francesco Fiori commenta i dati Istat sui comportamenti giovanili in rapporto al consumo di alcol: «Solo il 2,09% degli incidenti stradali è frutto di guida in stato di ebbrezza, ma questa è dovuta ai superalcolici»
MILANO - «Se il vino fosse più di moda, ci sarebbero meno incidenti stradali». è lapidario Francesco Fiori (nella foto), consigliere in Regione Lombardia per il Pdl e già assessore regionale all'Agricoltura, nell'analizzare i comportamenti giovanili in rapporto al consumo di alcol. Fiori snocciola i dati: «Secondo i dati Istat, per fortuna, solo il 2,09% degli incidenti stradali è frutto di guida in stato di ebbrezza, ma questa è dovuta in stragrande maggioranza ai superalcolici. Non possiamo stupircene, visto che i consumatori di aperitivi, amari e superalcolici risultano in costante aumento nell'ultimo decennio, essendo passati dal 39,5% del 1998 al 42,5% del 2006, con trend tuttora crescente».Fiori avanza una proposta: «Invertire questa tendenza, con una campagna d'informazione volta a promuovere il vino in alternativa ai superalcolici, aumenterebbe la sicurezza sulle strade». E argomenta: «Il vino ha in media 11-12 gradi, contro la gradazione molto più elevata di bevande e cocktail consumati nei locali. Inoltre, l'eccezionale pregio e varietà dei vini italiani consente ampia scelta per un'educazione al gusto, e rende possibile una crescita culturale volta a privilegiare la qualità a scapito della quantità. I giovani sono più sensibili e ricettivi di quanto si pensi: passare dallo sballo e dall'ubriacatura alla degustazione è possibile, se fa tendenza. Il limite attuale di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue corrisponde a due bicchieri di vino inferiore agli 11 gradi, un rosso non strutturato o uno spumante: molto meglio che ingurgitare intrugli ad alta gradazione e di dubbia provenienza».
Conclude Fiori: «Superfluo aggiungere che mentre il vino poggia su secoli di storia e sul lavoro di migliaia di produttori, i superalcolici non appartengono alla nostra tradizione culturale. Un'ottima occasione per coniugare difesa dei prodotti italiani e prevenzione degli incidenti».
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