Dai dati dell'Asaps, l'Associazione amici della polizia stradale - gli incidenti nei fine settimana, dal gennaio 2009, sono stati 35.134 mila con 942 morti. Una volta su tre la vittima aveva meno di 30 anni. Sul legame tra stragi del sabato sera e alcol il governo sta studiando nuove leggi. Il nodo principale l'orario dello stop per la vendita di alcolici e la chiusura delle discoteche.

Più volte la Lega ha cercato di spostare in avanti quell'orario di chiusura, sostenendo che fermare la vendita di alcol alle due non riduce gli incidenti e punisce ingiustamente un settore che da lavoro a tante persone. L'ultimo tentativo è della settimana scorsa, con un emendamento alla legge comunitaria poi ritirato all'ultimo momento. Adesso la maggioranza ha trovato un nuovo compromesso che presto potrebbe diventare legge. I punti li spiega Carlo Giovanardi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla Famiglia: lo stop alla vendita di alcolici scatterà non più alle due ma alle tre e sarà valido per tutti i locali aperti al pubblico, compresi bar e pub. Dalle tre in poi, nelle discoteche, sarà abbassato il volume della musica e il livello delle luci in pista per consentire un'uscita 'morbida”. Alle quattro i locali da ballo saranno tenuti a chiudere e fino alle dieci del mattino non sarà consentito nessun tipo di apertura.

«Con la Lega - spiega Giovanardi - abbiamo chiuso questo accordo nei giorni scorsi subito dopo il ritiro di quell'emendamento alla legge comunitaria. Nella maggioranza e nel governo siamo tutti d'accordo, procederemo in tempi molto stretti». Le nuove norme potrebbero essere inserite in un nuovo disegno di legge che dovrebbe passare prima in consiglio dei ministri per poi cominciare il lungo viaggio nella aule del Parlamento. Oppure la riforma potrebbe essere trasformata in un emendamento del governo da inserire nel disegno di legge sulla sicurezza stradale già all'esame del Senato, quello che abbassa a zero il limite di alcol nel sangue per i neopatentati.

La Fipe non è d'accordo. Secondo Lino Enrico Stoppani, riferendosi soprattitto all'ultimo incidente stradale sulla Tiburtina fra una Ferrari, una moto e un'utilitaria: «Ancora una volta il compromesso trovato in Parlamento è solo una mezza soluzione ad un problema vero, diventando utile solo alla politica per dimostrare decisionismo sui problemi della sicurezza stradale. L'accordo di vietare la vendita di alcol alle tre del mattino, posticipandola di un'ora, ma coinvolgendo nel veto anche i bar non modificherà minimamente il comportamento scriteriato di alcune persone».

«Ogni volta che avviene un incidente stradale si dà la colpa agli esercenti e alle discoteche in particolare. Mi sembra ci sia un accanimento assolutamente ingiustificato verso una categoria. è inaccettabile. Prendiamo esempio dalla Regione Lombardia che in una risoluzione votata all'unanimità dal Consiglio finalizzata a promuovere la sicurezza stradale tralascia la linea dei divieti e invita a percorrere progetti educativi e formativi sui rischi connessi all'abuso di alcol e a rafforzare l'attività ispettiva delle forze dell'ordine, nonché a migliorare la manutenzione delle strade e a introdurre limitatori di velocità».

Infatti non è solo l'alcol a fare morti sulle strade. «A che velocità viaggiava la Ferrari di Tivoli?» chiede polemicamente Giordano Biserni, presidente dell'associazione amici della polizia stradale. A suo giudizio il problema sta nella recente circolare del ministero dell'Interno sugli autovelox: «Il sistema ha subito uno smantellamento di fatto, con gli automobilisti che devono essere avvertiti dei controlli con i cartelli o addirittura con le auto della polizia in vista».

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