L’Onav guarda al futuro A ottobre le nuove cariche nazionali
Il 24 ottobre sarà una data importante per l’Onav: si svolgerà infatti l’assemblea per il rinnovo delle cariche nazionali che dovranno gestire l’associazione per il quadriennio 2010-2013. Ogni appuntamento di questo genere per qualsiasi associazione è occasione di bilanci e soprattutto di programmi
Il 24 ottobre sarà una data importante per l'Onav: si svolgerà infatti l'assemblea per il rinnovo delle cariche nazionali che dovranno gestire l'associazione per il quadriennio 2010-2013. Ogni appuntamento di questo genere per qualsiasi associazione è occasione di bilanci e soprattutto di programmi. Momento di autocoscienza e di speranze i congressi vedono il fiorire di improvvise amicizie e a volte il crollo di antichi sodalizi: potenza di ambizioni spesso prive di programmi. Fortunatamente ciò non avviene in Onav in cui la stima reciproca e la coscienza di operare a favore del vino senza alcun interesse personale rappresentano il tessuto connettivo in cui si armonizzano le inevitabili e auspicabili diversità di opinione. Infatti solo dal confronto di idee diverse nasce quella sintesi che permette di conseguire gli obiettivi migliori per l'associazione.
L'assemblea del prossimo ottobre assume particolare pregnanza per una pluralità di motivi: l'Onav, come si è già avuto occasione di accennare su queste colonne, può portare un contributo importante al vino - il cui ruolo economico e sociale è cresciuto e si è trasformato in questi ultimi anni - sia contrastando razionalmente facili campagne mediatiche basate sull'emozionalità, sia difendendolo con le alte capacità tecniche che le sono proprie da provvedimenti legislativi (anche a livello internazionale) che a volte paiono pensati per colpire la qualità. L'appuntamento di ottobre è significativo però anche sul piano interno: infatti l'associazione ha conosciuto in questi ultimi anni un notevole sviluppo sia per numero di soci sia per l'apertura di nuove delegazioni, incremento che è avvenuto (è importante sottolinearlo e di questo dobbiamo essere grati al presidente Bruno Rivella (nella foto a sinistra) e ai suoi collaboratori) senza deflettere minimamente dai principi di disinteresse personale, onestà e trasparenza.
La nuova dimensione acquisita necessita peraltro già nell'immediato futuro di un vigoroso potenziamento dell'immagine esterna e di una presenza significativa in tutte le principali iniziative nazionali dedicate al vino, in cui peraltro sono presenti altre associazioni forse con minori titoli. Su questo e su altre tematiche importanti per il futuro dell'Onav abbiamo rivolto alcune domande a Vito Intini (nella foto a destra), consigliere nazionale e delegato di Milano, e a Simonetta Carminati (nella foto sotto), delegata regionale della Lombardia, poiché la Lombardia ha raggiunto in tempi brevi risultati formidabili: in meno di un decennio è divenuta di gran lunga la prima regione italiana per soci iscritti (e in ordine con il tesseramento) costruendo anche una forte immagine sul territorio. Abbiamo quindi chiesto a Intini se il 'modello lombardo” poteva essere in qualche misura applicato su scala nazionale. «Considerato che ogni regione, se non ogni provincia, ha le sue peculiarità e il suo retroterra di cui occorre tener conto, e che nessun modello può essere automaticamente 'esportato”, alcune linee operative applicate in Lombardia potrebbero essere sviluppate con successo dalla prossima direzione nazionale. Prima tra tutte la promozione dell'immagine associativa e la sua visibilità sul territorio nazionale stabilendo forti collegamenti con le istituzioni politico sociali a tutti i livelli».
«Ritengo - ha aggiunto Intini - che vadano ulteriormente potenziate l'immagine e la realtà di competenza tecnica dell'Onav coagulando intorno all'Associazione il maggior numero possibile di tecnici e di ricercatori in modo da farne punto di riferimento 'certo” per l'arte degustativa enoica e - senza invadere le competenze di altre associazioni - per gli aspetti tecnici alla base della realizzazione di un buon vino». Alla domanda se l'accentuata identificazione dell'Onav come organizzazione eminentemente tecnica non rischi di rinchiuderla in un ghetto, anche se di alta qualità, Intini ha precisato: «Questo è un aspetto della visibilità, l'altro deve essere finalizzato a promuovere la conoscenza e la partecipazione di chi ama il vino, degli appassionati e di chi ha seguito o vuol seguire i nostri corsi per cultura e per la lo spirito conviviale dell'associazione».
Abbiamo chiesto alla delegata regionale il suo pensiero sui rapporti con le altre associazioni del vino. «Premesso che questo tipo di rapporti - ha risposto Simonetta Carminati - oltre a essere essenziale può produrre grandi risultati, ritengo che uno dei compiti principali della nuova dirigenza debba essere rinsaldare, ove necessario, i rapporti esistenti e crearne nuovi per favorire la costituzione di una lobby del vino che possa validamente difendere questa nostra ricchezza». La comunicazione sia verso gli associati sia verso il mondo degli appassionati, sostiene Intini rispondendo a una nostra provocazione, «dovrà essere una delle principali preoccupazioni della nuova dirigenza: creazione di un giornale elettronico, l'ulteriore miglioramento dell'attuale cartaceo eventualmente con l'inserimento di un fascicolo più tecnico e la costituzione di un ufficio stampa che possa interfacciarsi con il mondo delle imprese, delle istituzioni e dei media oltre che con i soci: potrebbero essere armi vincenti per ottenere una più ampia conoscenza dell'Onav. Poiché peraltro la comunicazione non è data solo dai media o dalle capacità di un ufficio stampa sarebbe opportuno creare eventi e convegni di portata nazionale che possano 'far parlare” dell'associazione. Suggerisco, infine, di rendere pubblica la posizione dell'Onav sui grandi temi civili e sociali che coinvolgono il vino con conferenze stampa organizzate in modo tempestivo».
A conclusione di questa chiacchierata abbiamo chiesto alla delegata regionale le sue idee sulla struttura organizzativa dell'associazione. «Ferma restando Asti come 'capitale” e cuore dell'Onav il nuovo direttivo fin dalla sua composizione dovrà tener presenti le nuove realtà regionali e la nuova articolazione della ripartizione degli iscritti. Inoltre ritengo che sarebbe opportuno creare responsabili di aree che aggreghino ciascuna un certo numero di regioni omogenee (ad esempio Italia del nord, centro e sud, ma possono anche essere diverse) in modo da poter incidere più profondamente sul territorio. La valorizzazione delle componenti regionali è la strada maestra per una maggiore diffusione e un radicamento dell'Onav in tutte le province e in definitiva per l'aumento dei soci. In tale ottica la direzione nazionale dovrà essere a fianco delle strutture più deboli, aiutandole anche economicamente a creare corsi ed eventi di rilievo che rappresentano il più efficace strumento di promozione. è comunque fondamentale che lo spirito di amicizia e convivialità che ha caratterizzato l'associazione in tutti questi anni resti invariato». Buona fortuna all'Onav!

