Napolitano incontra il G8 dei cuochi. La Cucina italiana soddisfa i gusti di tutti
Il presidente della Repubblica ha ricevuto oggi al Quirinale l'associazione “Chef des chefs”, che raccoglie i cuochi dei capi di Stato e di governo del pianeta, e ha colto l'occasione per sottolineare il valore delle gastronomie nazionali, con particolare e ovvia attenzione a quella italiana
ROMA - La cucina internazionale è una sorta di 'rifugio” al quale ricorrono tutti coloro che hanno paura di affidarsi, girando il mondo, alle varie Cucine nazionali. Sbagliando, perché le varie tradizioni gastronomiche locali rappresentano, fra l'altro, la cultura, le abitudini e tutti quegli 'aspetti non trascurabili” di un Paese. In questo senso la Cucina italiana non teme confronti, forse più di altre è in grado di soddisfare i gusti di tutti gli ospiti (governanti, manager o semplici turisti) che arrivano nel nostro Paese.Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (nella foto) ha ricevuto oggi al Quirinale l'associazione 'Chef des chefs”, che raccoglie i cuochi dei capi di Stato e di governo del pianeta, e ha colto l'occasione per sottolineare il valore delle gastronomie nazionali, con particolare e ovvia attenzione a quella italiana. Il Capo dello Stato ha detto di apprezzare l'idea di questa associazione perché rappresenta, tra l'altro, «una nuova dimensione di cooperazione internazionale». D'altronde, ha aggiunto Napolitano, «il G8 (la sigla che raccoglie gli 8 cosiddetti 'grandi” della Terra, ndr) non è più solo G8, in questo periodo nello stesso tempo tormentato e fecondo delle relazioni internazionali».
La Cucina, sostiene il presidente della Repubblica, «è un aspetto non trascurabile delle peculiarità nazionali», le storie di un Paese derivano anche da «storie culturali e delle gastronomie». Certo, ha continuato Napolitano, esiste la cucina internazionale, ma «è una specie di rifugio per chi va all'estero e ha timore della cucina nazionale. Una cucina, questa, che rappresenta il punto d'arrivo di lunghe storie».
Il Presidente della Repubblica si è rivolto poi direttamente ai due chef del Quirinale, Fabrizio Boca e Massimo Sprega, da 16 anni nel Palazzo e promotori dell'evento. «I nostri chef - ha detto Napolitano, anche se le sue parole possono evidentemente essere allargate a tutti i cuochi italiani - fanno un eccellente lavoro. Io ricevo sempre complimenti da coloro che ospito». Al Quirinale, continua Napolitano, nei pranzi che seguono le visite di Stato vengono servite anche più di cento persone ma «il servizio - sottolinea - è rapido, pur con tanti invitati». La cucina italiana, ha detto ancora, «è molto tipica, nazionale, peculiare e riesce a soddisfare i gusti dei tanti ospiti stranieri che vengono al Quirinale».Una nota finale. Al Quirinale questa mattina, nel salone delle feste, erano presenti 25 cuochi in rappresentanza dell'associazione, vestiti come ci si attende sia vestito uno chef: giacca bianca e cappello, alto, sulla testa. Assente la cuoca della Casa Bianca, unica donna presente era la cuoca finlandese.
Fonte: Asca
Foto: Ansa

