Arriva dal Tar del Lazio la conferma dell'ordinanza con la quale il 13 marzo scorso il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha regolamentato l'orario di vendita al pubblico per le attività artigianali che producono beni alimentari e che li vendono al dettaglio nei locali di produzione propria o in quelli immediatamente adiacenti. Si tratta, in pratica, della disciplina sulla cosiddetta 'movida' capitolina  edelle norme contro i kebab, le gelaterie ele pizzerie d'asporto

A ricorrere ai giudici amministrativi è stata l'Associazione piazza Navona e Dintorni che chiedeva la sospensione dell'ordinanza nelle parti in cui individua "le attività artigianali cui si rivolge il provvedimento del sindaco e stabilisce che l'orario di apertura è compreso tra le 6 e le 2 di notte, nonché nella parte in cui prevede la possibilità di rimanere aperti anche oltre le 2 di notte in presenza di particolari condizioni (rispetto decoro e quiete pubblica)".

Il Tar ha respinto la richiesta dell'associazione ricorrente sul presupposto che "ad un esame sommario proprio della sede cautelare - si legge nell'ordinanza - il ricorso non appare assistito dai prescritti requisiti del fumus boni juris e dal periculum in mora".

Procede dunque il percoso di normalizzazione emessa in sicurezza delle serate romane. Nei giorni scorsi il Sindaco ha firmato anche le ordinanze che vincolano gli orari delle discotehche e vietano sia la vendita di alcolici ai minori di 16 anni sia l'impiego di ragazzi non maggiorenni per la vendita.

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