Tutti i segreti dell'Acqua di Rose
L’Acqua di Rose, o Giulebbe, come veniva chiamato un tempo, ai più è un liquore sconosciuto, ma in passato ha ricoperto un ruolo importante, parlo di quando nei bar si poteva disporre di Rosoli e Ratafià, Maraschino e Vermouth Chinato, ed i cocktail ancora non erano noti nel nostro paese
Oggi l'Acqua di Rose è un prodotto che potrebbe essere riscoperto, specialmente nella elaborazione di cocktail. Un nuovo gusto vincente, riscoperto dal passato e riproposto adattato con professionalità ai palati odierni, una nemesi del gusto. Con la parola Giulebbe si intende uno sciroppo denso di zucchero, una cosa troppo dolce, uno stato di illusoria contentezza, è una bevanda fatta con acqua, succo di erbe o frutti, zucchero o miele, il nome acqua di rose lo deve al suo tipico colore rosato derivantegli dall'originario estratto appunto della rosa.
La parola Giulebbe deriva dal persiano gol (rosa) ab (acqua), ed aveva il medesimo senso di pozione medicinale a base di frutta, miele e acqua. Già gli antichi Romani usavano i petali di rosa per profumare il vino. In passato la fama di questo liquore era tale, tanto da essere citato nella commedia 'Il Malato immaginario” di Moliere, definito come un epato-protettivo, sedativo e ansiolitico, per prevenire l'insonnia del Signore (atto 1 scena prima).

