Esaltare gli straordinari progressi realizzati in circa 9 anni dall'Onav Lombardia - basti pensare che i soci nel 2000 erano 80, mentre oggi hanno raggiunto (e al momento in cui scriviamo probabilmente superato) quota 2.175 - è ormai ripetitivo e quindi di limitato interesse. è evidente che Vito Intini e Simonetta Carminati non solo hanno svolto un grande lavoro, ma - aspetto ancor più importante - hanno saputo creare un gruppo di collaboratori altrettanto appassionati e disinteressati tali da poter presiedere con successo le 12 sezioni provinciali e le 17 sedi operative.

 Gli eventi dedicati alla conoscenza e all'approfondimento dei vini sono stati diverse migliaia: soltanto nel 2008 sono state organizzate 580 serate. I vini lombardi ovviamente sono stati e sono i grandi protagonisti unitamente ai grandi vitigni nazionali e alla scoperta di autoctoni rari e interessanti. Ma il vino è cultura, una cultura che sempre più spesso investe altri settori della nostra vita, come per esempio il turismo. E se elemento fondamentale del vino è il suo terroir, fatto di tradizioni, ma anche di paesaggio e gastronomia, non vi è nulla di meglio della conoscenza dei vini per capire lo spirito di un Paese.

In quest'ottica si è svolto un interessante incontro nella sede regionale dell'Onav (via Termopili 12, Milano) sui vini austriaci, anzi della regione del Burgenland. I vini della vicina Austria sono ancora poco conosciuti in Italia, nonostante siano qualitativamente elevati. Negli ultimi anni l'Austria è stata resa popolare dagli Eiswein, cioè i 'vini del ghiaccio” come vengono un po' semplicisticamente definiti. In realtà per ottenere gli Eiswein (vini dolci dal grande bouquet e molto delicati al palato) occorre la collaborazione del freddo: è infatti necessaria una temperatura notturna a -7°C per far gelare l'acino in modo che la parte acquosa divenga ghiaccio e si separi dal mosto nel quale si concentrano in modo naturale zucchero ed estratti. In attesa della gelata non si vendemmia. Nel 2006 per esempio in molte zone dell'Austria l'autunno fu caldo e di gelate nemmeno l'ombra: fu necessario attendere il 2007 per poter avere la giusta temperatura di -7°C e vendemmiare.

Ma l'enologia austriaca non è solo Eiswein: la superfice vitivinicola è di circa 50mila ha, distribuita principalmente nelle regioni di Niederösterreich (Bassa Austria) che con i suoi 30mila ha è l'area con maggior superficie coltivata a vite e di Burgenland (15mila ha). Gli altri 5mila ha sono coltivati soprattutto in Stiria (3.500 ha) e nella regione di Vienna (700 ha).

Tra le varie zone vinicole quella di Burgenland - protagonista della degustazione dell'Onav Lombardia - è caratterizzata da condizioni pedoclimatiche tali da favorire un'ottima produzione. Situata nei pressi di Vienna, ha estati calde e asciutte con un clima ideale per la maturazione delle uve, inoltre la vicinanza al lago Neusiedl (il maggior lago salmastro europeo) modera ulteriormente il clima. Le alte escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono la ricchezza olfattiva dei vini sia bianchi sia rossi. I vigneti coltivati intorno al lago godono inoltre di una particolare situazione di umidità che facilita in autunno lo sviluppo della 'botrite cinerea” originando i Trockenbeerenauslese (chiamati in breve Tba), grandi vini dolci profumatissimi, che lasciano nel palato splendidi sentori molto particolari. I Trockenbeerenauslese e gli Eiswein formano la grande coppia dei vini austriaci da dessert, ma non esauriscono un'offerta molto articolata che presenta anche vini da raccolta tardiva e vini ottenuti dopo aver fatto appassire le uve su graticci (tipo Amarone o Sfurzat).

Se i vini da dessert sono i più conosciuti, non occorre dimenticare che in Austria si producono anche ottimi bianchi molto profumati e aromatici. Il Grüner Veltliner e il Welscriesling sono i due principali vitigni a bacca bianca, seguiti dal Pinot Bianco e dallo Chardonnay. Non mancano gli autoctoni quali il Muskat Ottonel, il Furmint, il Sämling 88 e il Neuburger tra i più noti. Nei rossi - meno conosciuti, ma non per questo meno buoni - dominano tra i vitigni a bacca rossa il Blaufränkisch, il Zweigelt, il St. Laurent e il Roesler (un interessante incrocio tra Zweigelt e Blaufränkisch recentemente ottenuto). Non mancano naturalmente il Pinot noir, il Cabernet Sauvignon e lo Shiraz.

Al termine dell'incontro e della degustazione di sette vini che hanno fornito una panoramica interessante - anche se logicamente non esaustiva - dell'enologia austriaca si è rimasti con il desiderio di approfondire la conoscenza di questi ‘sconosciuti' e con la certezza che per gli Austriaci il vino è una cosa seria e da preservare: quindi niente improvvisazione, ma tanta ricerca per migliorare sempre più le tecniche in vigna e in cantina stando ben attenti a coniugare il moderno con l'antico per non perdere i valori della tradizione.