Il dopo terremoto mette in ginocchio anche il turismo dell'Abuzzo
Ristorazione e turismo in crisi in tutta la regione. Daniele Zunica, presidente regionale Assoturismo-Confesercenti: «Venite in vacanza in Abruzzo, sarà questo il modo migliore per aiutarci a risollevare il capo da questa terribile tragedia». Timori per le disdette estive
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«Vendevo noccioline, a me chi ci pensa?», è il grido di allarme di un ambulante abruzzese dopo che, una dopo l'altra stanno saltando anche le feste padronali. Anche i piccoli commercianti con le loro piccole attività sono in crisi nera in Abruzzo. Il terremoto anche se non ha colpito direttamente le altre provincie (Chieti, Pescara, Teramo) ha fatto cambiare i percorsi alle feste padronali. Niente festeggiamenti, solo alle funzioni religiose, come è accaduto alla Festa di Santa Irene a Villalfonsina, in provincia di Chieti, ad Atri (niente festa a Pasqua e Pasquetta), a Fontanelle di Pescara, ad Ortona (il 23 aprile), a Nocciano (il 25) e si teme per le feste del Primo Maggio in tutte le provincie. E così, senza spari e senza noccioline, sono in crisi anche i piccoli ambulanti.
«Nessun indennizzo è previsto per noi. Anche se siamo dispiaciuti per le genti dell'Aquila anche noi cerchiamo aiuto» dice Marco Valletta, vice responsabile della sezione pescarese di 'Agorà”, l'associazione che rappresenta gli interessi degli ambulanti.
L'altro grande settore in ginocchio è il turismo abbinata alla ristorazione. «Ogni mattina, quando accendo il computer, è una stretta al cuore. Cinque o sei e-mail di disdetta al giorno. Per molti l'intero Abruzzo è distrutto e quindi non può essere meta di vacanze. Aiutateci a spiegare, anche all'estero, che la gran parte della nostra regione è perfettamente fruibile. Altrimenti sarà crisi vera anche per chi, come noi, non è stato materialmente danneggiato dal terremoto». Parla con tono accorato Daniele Zunica, presidente regionale Assoturismo-Confesercenti, organizzazione che include circa 300 albergatori e 1.200 tra stabilimenti balneari ed esercizi vari.
«Un'organizzazione che si è attivata immediatamente dopo il sisma –spiega ancora Zunica– mettendo 4mila posti letto a disposizione degli sfollati nel giro di tre ore. E stiamo continuando a fornire il nostro aiuto alle persone colpite da questa tragedia. Ma purtroppo, con il passare dei giorni, ci stiamo rendendo conto che anche noi siamo stati in qualche modo travolti dal terremoto».
Da Vasto, gli albergatori Aldo Perrozzi, Gianfranco Marrollo e Marino Artese si dichiarano orgogliosi di avere gli sfollati nelle loro strutture e sottolineano come «Vasto da sempre ha fatto dell'accoglienza e dell'ospitalità i suoi punti di forza». Il terremoto è lontano, oltre le montagne, c'è tanta solidarietà da parte di tutti ma le disdette arrivano a pioggia e si paventa un futuro drammatico per la ristorazione e il turismo.
«Purtroppo – dice Zunica – si è fatta strada l'idea che l'intero Abruzzo sia inagibile. La mia struttura si trova a Civitella del Tronto e non è stata minimamente intaccata dal sisma eppure la gente annulla le prenotazioni. E lo stesso accade ai miei colleghi. Considerate che sulla fascia collinare-montana riposano 18 tra i più suggestivi borghi italiani, ma le strutture locali sono praticamente vuote. Già c'era la crisi, ora siamo davvero al collasso. E' sin troppo facile, purtroppo, prevedere un'ondata di licenziamenti».
Un danno enorme, specie se si considera che gli imprenditori abruzzesi sono stati tra quelli che, negli ultimi anni, hanno investito maggiormente per garantire alla clientela strutture di livello. Investimenti che ora corrono il rischio di andare in fumo e di bloccare una voce, quella legata al turismo, tra le più importanti nell'economia abruzzese.
«Ed è proprio quello che dobbiamo evitare – conclude Daniele Zunica – Proprio per questo rivolgo un appello a tutti. Al Governo, affinché non dimentichi che anche fuori dalla piana dell'Aquila la situazione si sta facendo critica. Ai media, che ci possono aiutarci a far comprendere alla gente che l'Abruzzo è agibile e fruibile nella sua quasi totalità. Ai tour operator e alle agenzie di viaggio, che possono certamente spingere i loro clienti verso i nostri territori. E a tutte le persone, italiani o stranieri che siano. Venite in vacanza in Abruzzo, sarà questo il modo migliore per aiutarci a risollevare il capo da questa terribile tragedia».
Nei giorni scorsi gli operatori turistici hanno incontrato l'assessore regionale al turismo Mauro Di Dalmazio. Gli hanno chiesto di partire con una campagna di marketing e informazione per far capire al mondo intero che l'Abruzzo è in piedi ed è capace di risollevarsi con l'aiuto di tutti.
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