Fra le molte iniziative di solidarietà di questi giorni si segnala quella lanciata da GianFranco Vissani e dall'Accademia nazionale Italcuochi  che, sotto il controllo della Protezione civile, nel giorno di Pasqua andranno a preparare il pranzo nei 27 campi allestiti per i terremotati. L'idea è di avere circa 100 cuochi professionisti provenienti da tutte le regioni italiane, senza inutili protagonismi, dai più famosi (Pinchiorri, Scabin, Bottura, Beck, Barbieri, Sforzellini, Rizzo solo per citare i nomi che la gente è abituata ormai a conoscere ), a quelli meno noti che non hanno esitato a lasciare i loro esercizi ovviamente attivi in questo giorno di festa per portare calore e solidarietà a chi è stato colpito così duramente.

L'Emilia Romagna con la Repubblica di San Marino, per la cronaca, partecipa con il maggior numero di squadre, dalle Mariette di Casa Artusi, alla pasticciera Valeria Deutsch, da Umberto Cavina di Monte del Re a Dozza Imolese agli stellati fratelli Leoni di Trebbo di Reno e Massimo Bottura: sono 8 i gruppi che partono nella notte tra sabato e domenica per raggiungere anche i paesini più sperduti dell'Abruzzo. Seconda in questa graduatoria della solidarietà, la Toscana quasi pari merito con il Trentino e a  seguire il Lazio, la Campania, il Veneto e, naturalmente, l'Abruzzo e l'Umbria di Vissani.

Un'iniziativa certamente meritoria, soprattutto per la gratificazione che può fornire ai terremotati nel giorno di Pasqua, ma a che ha creato non pochi problemi organizzativi alla Protezione civile che chiedeva di volontari flussi diluiti nel tempo e non limitati ad una pur importante giornata. A ciò si aggiunge una qualche polemica dei ristoratori abruzzesi che di fatto non vi partecipano perché lamentano una sorta di 'vetrina mediatica e di protagonismo personale”. Cos' almeno a leggere una letera inviataci da un operatore locale che scrive che 'non manca da mangiare a L'Aquila, gli aiuti sono tanti come i volontari e le aziende come De Cecco che ha inviato pasta e come Delverde che addirittura ha inviato pasta e cuochi, compreso un pulmann cucina, seguendo le indicazione della Protezione civile”.

La verità è che tutti ristoranti di L'Aquila sono di fatto inagibili per non dire altro, compresi quelli eccellenti come Elodia e Vinalia. In più all'inziiativa di Vissani non dovrebbero partecipare i ristoratori abruzzesi più noti.  Da Peppino Tinari del Villa Maiella di Guardiagrele a capo dell'associazione di ristoratori "Qualità Abruzzo" fino a Niko Romito del Reale di Rivisondoli c'è stata una forte presa di posizione contraria.

Ci spiace di incomprensioni che in questo momento nascono forse dalle difficoltà organizzative più generali e nella quale l'arrivo in massa e per sole 24 ore di così tanti nomi celebri potrebbe effettivamente acuire. Personalmente pensiamo che tutte le iniziative in sé siano buone e meritevoli di attenzione. Meno si presentano targate sul territorio abruzzese forse è meglio, lasciando che davvero ogni cosa sia gestita, come sanno fare bene, gli uomini della Protezione civile e della Croce rossa. Siamo in ogni caso certi che dopo l'apparizione di domenica, con tanto di seguito di Tv, molti dei cuochi che hanno seguito Vissani torneranno in Abruzzo insieme ai tanti loro colleghi che hanno invece scelto la strada della solidarietà più riservata ed umile. Ed in ogni caso tutti, questo è il nostro invito forte, sapranno dare il meglio sé nelle prossime settimane proponendo piatti e menu a base di prodotti abruzzesi, per tenere alta l'attenzione e raccogliere dei fondi, come abbiamo proposto insieme a Fic, Agriturist e Piatti del Buon ricordo, per l'Università de L'Aquila, invece che per altre iniziative.

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