Per la seconda volta, a distanza di un mese esatto, la Spagna mostra la massima considerazione per il ruolo di Gualtiero Marchesi per la cucina a livello internazionale. La rivista Metropoli, supplemento del quotidiano El Mundo, lo ha celebrato in occazione del VI premio annuale di cucina. Lo ha fatto con il premio internazionale alla carriera, istituito quest'anno per la prima volta. Un riconoscimento che si aggiunge a quello ritirato il 22 gennaio nel corso di Madrid Fusion in cui furono premiati gli 11 cuochi che hanno rivoluzionato la cucina negli ultimi 10 anni.
Il prossimo omaggio dovrebbe essere quello italiano. Il neo consigliere per la Cucina e la ristorazione del ministero dei Beni culturali, Matteo Scibilia, ci ha confermao la volontà del ministro Bondi di procedere con questo atteso riconoscimento che sottolinea le eccellenze culturali anche nel mondo dell'enogastronomia. 

 Gualtiero Marchesi insieme a Marisa Sanchez Paniego e Lucio BlàzquezA proposito di Machesi ricordiamo che recentemente il Maestro ha avuto modo di ricordare che «gli italiani tendono a consumare sempre più pasti al di fuori di casa e avanza la tendenza a consumare piccoli assaggi, mini porzioni e sempre di fretta. Capisco le necessità, ma al contempo va tutelata la tradizione della cucina di casa e una bella cena fra amici e parenti. Forse per questo mutamento dei costumi i grandi ristoranti sono un po' in difficoltà, ma questo non è preoccupante perché certi locali è bene che siano guidati in cucina da veri professionisti. Oggi vedo in cucina più fantasisti che cuochi, si esaspera un concetto di creatività che ammalia i giovani e li porta su una strada sbagliata. Io assimilo sempre la cucina alla musica: prima bisogna frequentare il conservatorio e poi, acquisiti i fondamentali, dedicarsi all'interpretazione. Contesto anche chi accusa di ripetitività la cucina del ristorante classico: è vero, tutti i giorni si ripropone lo stesso piatto, ma quel piatto lo rifai, non lo ripeti. Se un cuoco è bravo e motivato, ogni giorno lo migliora».

A proposito della cucina italiana, Marchesi ha le idee chiare: «Abbiamo le carte in regola per rappresentare una scuola nel mondo, ma manca la struttura di riferimento, un sostegno reale. Il presidente francese Sarkozy ha deciso di chiedere l'inserimento della cucina del suo paese nel patrimonio mondiale dell'Unesco, definendola la migliore del mondo. Ecco: in Italia non accade un fatto del genere, anche se l'Italia non ha nulla da invidiare alla Francia e tanto meno alla Spagna, che con la sua invasione all'insegna della chimica mi pare un po' al tramonto».