É morto Fiorenzo Baroni, un vero Maestro dei cuochi lombardi
Un amico ed un professionista serio ci ha lasciato in silenzio e con quello stile di sobrietà che lo ha sempre contraddistinto. A 75 anni, già da tempo minato dalla malattia ma sempre reattivo e dinamico, Fiorenzo Baroni è morto a Villa d'Almè (Bg) dopo un vita spesa fra la cucina e la formazione e l'aggiornamento professionale. Un vero Maestro a cui molte generazioni di cuochi non possono che essere grate.
Cuoco di altri tempi (interessato più ai fornelli che all'apparire), Fiorenzo è stato certamente fra i professionisti che maggiormente hanno contribuito ad un salto di qualità negli ultimi decenni della ristorazione italiana, in particolare di quella lombarda. Cofondatore dell'Associazione
cuochi bergamaschi, di cui è stato a lungo presidente, e poi dirigente degli organismi regionali e nazionali (era componente del Consiglio nazionale della Federazione italiana cuochi), vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, dopo una lunga esperienza in alberghi e ristoranti come chef, dal 1987 aveva deciso di occuparsi di formazione, negli ultimi tempi anche con l'Accademia del Gusto dell'Ascom di Bergamo. Oltre a insegnare, collaborava con varie riviste gastronomiche ed è stato autore di diversi libri di cucina. Un percorso di deciso impegno per la formazione cominciato nel 1986 quando insieme ad Alberto Lupini e Roberto Vitali si impegnava in prima persona nella fase di avvio della nostra realtà editoriale come consulente gastronomico della nostra prima testata ('Bergamo a Tavola)” delineando con chiarezza l'importanza di un percorso di aggiornamento professionale a cui siamo rimasti fedeli negli anni, consolidando anno dopo anno la nostra dimensione nel solco allora tracciato, passando dalla dimensione regionale prima a quella nazionale poi. è con grande tristezza, ma anche con riconoscenza per la collaborazione che ci ha sempre offerto disinteressatamente, che oggi gli rivolgiamo un fraterno saluto ed un grazie per quello che ha fatto per noi e per il mondo della ristorazione, esprimendo le condoglianze alla cara moglie Giusi a cui siamo con affetto vicini.
Cuoco di altri tempi (interessato più ai fornelli che all'apparire), Fiorenzo è stato certamente fra i professionisti che maggiormente hanno contribuito ad un salto di qualità negli ultimi decenni della ristorazione italiana, in particolare di quella lombarda. Cofondatore dell'Associazione
cuochi bergamaschi, di cui è stato a lungo presidente, e poi dirigente degli organismi regionali e nazionali (era componente del Consiglio nazionale della Federazione italiana cuochi), vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, dopo una lunga esperienza in alberghi e ristoranti come chef, dal 1987 aveva deciso di occuparsi di formazione, negli ultimi tempi anche con l'Accademia del Gusto dell'Ascom di Bergamo. Oltre a insegnare, collaborava con varie riviste gastronomiche ed è stato autore di diversi libri di cucina. Un percorso di deciso impegno per la formazione cominciato nel 1986 quando insieme ad Alberto Lupini e Roberto Vitali si impegnava in prima persona nella fase di avvio della nostra realtà editoriale come consulente gastronomico della nostra prima testata ('Bergamo a Tavola)” delineando con chiarezza l'importanza di un percorso di aggiornamento professionale a cui siamo rimasti fedeli negli anni, consolidando anno dopo anno la nostra dimensione nel solco allora tracciato, passando dalla dimensione regionale prima a quella nazionale poi. è con grande tristezza, ma anche con riconoscenza per la collaborazione che ci ha sempre offerto disinteressatamente, che oggi gli rivolgiamo un fraterno saluto ed un grazie per quello che ha fatto per noi e per il mondo della ristorazione, esprimendo le condoglianze alla cara moglie Giusi a cui siamo con affetto vicini.

