Bruno LibralonPotrà festeggiare il Natale a casa Bruno Libralon. Al cuoco fondatore dell' Icif (Italian Culinary Institute for Foreigners), coinvolto nello scandalo Soria in Piemonte, sono stati concessi, ieri, gli arresti domiciliari. Arrestato nel contesto delle indagini della Procura sullo scandalo del Premio Grinzane - che a marzo portò all'arresto del patron Giuliano Soria e successivamente a quello del fratello Angelo, manager regionale - Libralon era l'unico ancora in carcere. è indagato per i reati di peculato, truffa, malversazione e frode fiscale. Per difendersi da queste accuse, Libralon si è rivolto a uno studio di ingegneria per una perizia tecnica volta a stabilire il costo reale dell'Orangerie a Costigliole d'Asti, realizzata dal cuoco.

In altri termini, la perizia punta a dimostrare alla procura torinese che i soli spesi furono i 2 milioni stanziati dalla Regione e non i 500 mila, come risulta dalle fatture. Tutto per convincere i magistrati che quelle fatture non sono false. «Siamo fiduciosi - osserva l'avvocato Strata - nell'esito degli esami tecnici in corso, per provare che quelle fatture non sono fasulle». L'inchiesta dei pm Stefano Demontis, Valerio Longi, Gabriella Viglione e dell'aggiunto Pietro Forno è stata chiusa, anche se da un punto burocratico ci sono ancora delle pratiche da terminare. Diciotto sono infatti i faldoni che contengono i documenti sul lavoro svolto dai magistrati, in collaborazione con la guardia di finanza, per smantellare la «disinvolta» gestione, da parte del patron del Premio Grinzane Giuliano Soria, dei soldi pubblici spesi in acquisti personali. E per far luce sul coinvolgimento di altri 8 indagati. Tra cui anche Angelo Soria, dirigente regionale accusato di aver favorito Giuliano con un il passaggio di denaro dalla Regione al concorso letterario.