Nicola BataviaCuoco globe trotter eclettico e geniale, curioso e sempre alla ricerca di nuove esperienze gastronomiche, Nicola Batavia (nella foto) è 'chef e patron” del ristorante I Birichin di Torino. La sua cucina propone piatti della tradizione piemontese rielaborati attraverso un accurata selezione della materia prima, l'applicazione di una solida tecnica affinata all‘estero e un talento fuori dal comune. Amante e ricercatore del buono Batavia ama e sperimenta la cucina mediterranea appoggiato dalla forte presenza della mamma, saggia cuoca che prepara tutte le mattine pasta pane e grissini

La cucina è una passione nata fin da piccolo e presa dalla mamma, cuoca saggia e sapiente, che ancora oggi continua a fare la pasta, il pane e i grissini al Birichin. La sua esperienza ha inizio a 14 anni, con stage estivi e invernali durante gli anni di formazione presso l'istituto alberghiero. Terminata la scuola, la specializzazione continua all'estero, da Reims e Parigi fino ad arrivare a Londra, dove impara a fondo le tecniche di cucina del pesce di tutti i mari, lavorando in uno dei ristoranti di più alto livello dell'epoca, il Knightsbridge. Poi, l'esperienza in Thailandia, dove incontra la cucina oreintale e si innamora delle spezie. Con il passare degli anni, i suoi orizzonti si allargano, grazie alla scoperta di tecniche, idee e metodi di cottura provenienti da tutto il mondo, attraverso gli incontri e le collaborazioni con chef affermati, in particolare, thailandesi ed europei, tra cui Claudio Sadler, Maurizio Santin, Martin Berasetuegui, Iglés Corelli. Al rientro in Italia, nei primi anni ‘90, si dedica alla cucina piemontese, lavorando in due locali stellati delle Langhe,  prima di riapprodare a Torino, dove apre in società ‘l Birichin, di cui diventa unico proprietario nel 1997.

In occasione delle Olimpiadi di Beijing 2008,  prosegue il sodalizio iniziato durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 con Nike, che ancora una volta gli affida il catering della Nike Vip House,  incarico che ne fa 'l'ambasciatore dei sapori Italiani” a Pechino.

Nel 2008 pubblica con Massimo Roscia il libro Chef & gourmet, Diario semiserio di un grande cuoco e di un discreto buongustaio: «un diario mai scritto, in cui un'enorme/viva/contagiosa/maniacale passione per il cibo di uno chef e di un gourmet si fondono, amalgamandosi come gli ingredienti della più gustosa delle pietanze. Il punto di vista autentico di chi crea un piatto messo in relazione con quello, altrettanto genuino, di chi lo assapora».  Alla domanda «Cosa ti piacerebbe fare da grande?» risponde: «Dovessi diventare grande? Il cuoco, naturalmente».