Luppi è neopresidente di Legacoop Priorità la sopravvivenza delle imprese
Giovanni Luppi è il neopresidente di Legacoop Agroalimentare, a seguito delle dimissioni di Luciano Sita che, l'8 luglio scorso, lasciava la presidenza dell’Associazione. «La sopravvivenza delle imprese dei nostri soci è la nostra priorità», ha dichiarato Luppi nel suo intervento di investitura
Giovanni Luppi (nella foto) è il neopresidente di Legacoop Agroalimentare. Lo ha eletto il Consiglio nazionale, sentita la relazione della Commissione per l'esame delle candidature. Giovanni Luppi, modenese, da 35 anni è impegnato nel movimento cooperativo. Dapprima, dal 1975 all'‘82, responsabile commerciale di cooperativa, Luppi è poi divenuto dirigente della Legacoop di Modena, per la quale ha successivamente assunto la responsabilità del settore della cooperazione agroalimentare provinciale. Dal novembre 2006 è presidente regionale di Legacoop Agroalimentare Emilia Romagna. Dal gennaio 2009 è stato eletto vice presidente vicario di Legacoop Agroalimentare nazionale, assumendo, in questa veste, a norma statutaria, la rappresentanza provvisoria di Legacoop Agroalimentare, a seguito delle dimissioni del presidente Luciano Sita che, l'8 luglio scorso, lasciava la presidenza dell'Associazione per assumere l'incarico di assessore al Comune di Bologna.
Agli incarichi nella struttura associativa Giovanni Luppi affianca responsabilità in azienda: per 16 anni, dal '91 al 2007, è stato presidente della Cetac, cooperativa che fornisce servizi amministrativi; dal 2005 è vice presidente di Italcarni di Modena. Il consiglio ha poi eletto i vicepresidenti della associazione confermando in questo incarico: Miriano Corsini, che assume anche la carica di vicario del presidente, e Tommaso Innocenti. Corsini è presidente della Cooperativa Terre dell'Etruria; Innocenti è responsabile del settore delle cooperative agroalimentari della Calabria.
Nel suo intervento di investitura Luppi ha sottolineato che «una crisi epocale che, presumibilmente, manifesterà i suoi effetti sull'economia reale per tutto il corso del 2010». Strategie e interventi che riguardano certo il movimento cooperativo, ma anche la politica e la collocazione del sistema Paese in un contesto sempre più competitivo. L'impegno, l'attività e il ruolo di Legacoop Agroalimentare, ha detto in sintesi Luppi, si sviluppano sulla base della premessa che è quella del «servizio ai soci ovvero la difesa del reddito dei produttori conferitori e della quota del valore aggiunto delle produzioni destinate al consumo finale», perché «la sopravvivenza delle imprese dei nostri soci è la nostra priorità».
In questo quadro e in questo contesto, ha aggiunto Luppi, «si confermano le linee stabilite dal recente Congresso, fondate sinteticamente su tre obiettivi: innovazione, integrazione fra imprese e promozione commerciale ed internazionalizzazione», ma occorre anche «lo snellimento della struttura organizzativa per offrire un supporto sempre più qualificato a questi processi, e ad un più diffuso sviluppo della cooperazione specie nelle aree deboli come il Mezzogiorno».
Nei confronti della altre organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, Luppi ha sottolineato la necessità di «uno sforzo condiviso per rilanciare il settore e tutelare il giusto reddito dei produttori» e ha auspicato «la convocazione in tempi rapidi degli Stati Generali dell'agroalimentare italiano». In particolare, ha insistito sulla esigenza di «confrontare la politica della cooperazione di servizio aderente all'Associazione nazionale, con la politica praticata dalla rete dei Consorzi agrari».
«Di lì - ha aggiunto - possono nascere sinergie importantissime per il settore primario». Più specificamente, per il mondo cooperativo Luppi ha sollecitato «un rilancio del Tavolo Unitario di Coordinamento, cui devono partecipare, a pieno titolo, tutte le associazioni che rappresentano la realtà della cooperazione agroalimentare in Italia».
Alla politica e alle istituzioni il nuovo presidente di Legacoop Agroalimentare chiede «uno sforzo di rappresentanza unitaria, senza discriminazioni, delle istanze fondamentali per la sopravvivenza e il futuro dell'agroalimentare italiano; un piano straordinario per la ristrutturazione imprenditoriale delle filiere che presentano i maggiori punti critici; una più incisiva rappresentanza e promozione, a livello sovranazionale e specificamente europeo, delle nostre produzioni, indispensabile per riequilibrare il rapporto fra produttori e grande distribuzione globalizzata».
E in merito al problema della scarsa remunerazione dei produttori e del divario fra prezzi al consumo e alla produzione, Luppi ha sottolineato l'impegno di Legacoop Agroalimentare per promuovere le produzioni cooperative nei grandi canali distributivi, anche e soprattutto cooperativi, puntando sulla trasparenza, tracciabilità e qualità e riconoscibilità della provenienza degli alimenti, con l'obiettivo di difendere il reddito dei produttori e tutelare i cittadini consumatori.
Fonte: Agi
Agli incarichi nella struttura associativa Giovanni Luppi affianca responsabilità in azienda: per 16 anni, dal '91 al 2007, è stato presidente della Cetac, cooperativa che fornisce servizi amministrativi; dal 2005 è vice presidente di Italcarni di Modena. Il consiglio ha poi eletto i vicepresidenti della associazione confermando in questo incarico: Miriano Corsini, che assume anche la carica di vicario del presidente, e Tommaso Innocenti. Corsini è presidente della Cooperativa Terre dell'Etruria; Innocenti è responsabile del settore delle cooperative agroalimentari della Calabria. Nel suo intervento di investitura Luppi ha sottolineato che «una crisi epocale che, presumibilmente, manifesterà i suoi effetti sull'economia reale per tutto il corso del 2010». Strategie e interventi che riguardano certo il movimento cooperativo, ma anche la politica e la collocazione del sistema Paese in un contesto sempre più competitivo. L'impegno, l'attività e il ruolo di Legacoop Agroalimentare, ha detto in sintesi Luppi, si sviluppano sulla base della premessa che è quella del «servizio ai soci ovvero la difesa del reddito dei produttori conferitori e della quota del valore aggiunto delle produzioni destinate al consumo finale», perché «la sopravvivenza delle imprese dei nostri soci è la nostra priorità».
In questo quadro e in questo contesto, ha aggiunto Luppi, «si confermano le linee stabilite dal recente Congresso, fondate sinteticamente su tre obiettivi: innovazione, integrazione fra imprese e promozione commerciale ed internazionalizzazione», ma occorre anche «lo snellimento della struttura organizzativa per offrire un supporto sempre più qualificato a questi processi, e ad un più diffuso sviluppo della cooperazione specie nelle aree deboli come il Mezzogiorno».
Nei confronti della altre organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, Luppi ha sottolineato la necessità di «uno sforzo condiviso per rilanciare il settore e tutelare il giusto reddito dei produttori» e ha auspicato «la convocazione in tempi rapidi degli Stati Generali dell'agroalimentare italiano». In particolare, ha insistito sulla esigenza di «confrontare la politica della cooperazione di servizio aderente all'Associazione nazionale, con la politica praticata dalla rete dei Consorzi agrari».
«Di lì - ha aggiunto - possono nascere sinergie importantissime per il settore primario». Più specificamente, per il mondo cooperativo Luppi ha sollecitato «un rilancio del Tavolo Unitario di Coordinamento, cui devono partecipare, a pieno titolo, tutte le associazioni che rappresentano la realtà della cooperazione agroalimentare in Italia».
Alla politica e alle istituzioni il nuovo presidente di Legacoop Agroalimentare chiede «uno sforzo di rappresentanza unitaria, senza discriminazioni, delle istanze fondamentali per la sopravvivenza e il futuro dell'agroalimentare italiano; un piano straordinario per la ristrutturazione imprenditoriale delle filiere che presentano i maggiori punti critici; una più incisiva rappresentanza e promozione, a livello sovranazionale e specificamente europeo, delle nostre produzioni, indispensabile per riequilibrare il rapporto fra produttori e grande distribuzione globalizzata».
E in merito al problema della scarsa remunerazione dei produttori e del divario fra prezzi al consumo e alla produzione, Luppi ha sottolineato l'impegno di Legacoop Agroalimentare per promuovere le produzioni cooperative nei grandi canali distributivi, anche e soprattutto cooperativi, puntando sulla trasparenza, tracciabilità e qualità e riconoscibilità della provenienza degli alimenti, con l'obiettivo di difendere il reddito dei produttori e tutelare i cittadini consumatori.
Fonte: Agi

