Molti amici e colleghi milanesi mi telefonano preoccupati: dopo le vacanze il lavoro non riprende. Certo la crisi c'è e forse si sentirà ancora per un po'. Ma secondo alcuni ristoratori si sta anche aggravando per scelte che se da un lato promuovono la convivenza nella città, dall'altro mettono a dura prova la capacità di resistenza di un intero comparto, che costituisce un valore culturale del territorio perchè custode della tradizione gastronomica. Cosa sta succedendo?

Fra le tante cause una è rappresentata dalla nuova Fiera di Rho/Pero: bella-bellissima, grande-grandissima. Elementi che si stanno dimostrando negativi per il nostro settore. Un visitatore deve andarci, parcheggiare, trovare il padiglione (se non hai sbagliato parcheggio ti può accadere di impiegarci almeno mezz'ora), tempi burocratici di accesso. Se hai soggiornato in un albergo in città o nelle vicinanze, e non c'è traffico in autostrada, ci vuole un'ora abbondante per essere nello stand. Anche se ci vai in taxi. La sera all'uscita, quando tutti si mettono in coda, la situazione peggiora. Arrivi in albergo e non hai più voglia o tempo per uscire.

Risultato: i ristoranti non hanno vantaggi, anzi. In molti eventi tipo Salone del Mobile, Macef ed altri, sempre più spesso le aziende offrono la possibilità di 'mangiare qualcosa”, se non addirittura feste vere e proprie all'interno dei propri uffici o show-room. E questo per la ristorazione tradizionale è un altro guaio. Nel frattempo sempre più alberghi, a oltre prestigiosi e già con grandi chef, si sono dotati di ristoranti così da rendere superfluo il cercarne uno...

Risultato: i Ristoranti della città non usufruiscono del vantaggio di avere vicino di banco una delle fiere più grandi d'Europa e cominciano a soffrire per questo gigante. è possibile che non si riesca a collaborare con la Fiera, seriamente, per creare un circuito virtuoso tra i Ristoratori e i vari eventi?

Anche nei giorni della moda arrivano tegole. Il cibo forse non si addice alle forme delle modelle, ma sta di fatto che la ristorazione subisce la concorrenza degli eventi giocati in casa dalle maison della moda, mentre Milano pian piano si riempie di ristoranti ed alberghi di stilisti.

Ma non è finita. In Milano c'è una difficoltà di entrata: Ecopass, parcheggi inaccessibili, strisce blu, gialle ed altro ancora. E molti uomini d'affari pernottano fuori città e nella idea diffusa che ormai Milano si sta chiudendo in se stessa.

Ma qualche speranza c'è? Si vocifera che l'Expo 2015, dedicato proprio al cibo, potrebbe dare una mano alla Ristorazione. In realtà gli eventi grandi, tipo "le tavole e gli Orti", saranno posizionati nella area della Fiera di Rho. Anche in questo caso, quindi, tutta la Ristorazione rischia di non ricevere vantaggi. E se mai ci saranno ricadranno magari sui tanti nuovi alberghi e ristoranti progettati intorno al polo fieristico stesso. Eppure basterebbe un poco più coraggio per far vivere l'Expo a tutto il territorio perchè la Ristorazione è un bene della città, bisognerebbe aiutarla e riscoprirla.

A questo punto, in assenza di altri progetti pubblici, chiediamo di partecipare a un tavolo di lavoro con tutti i soggetti del territorio, Unione del Commercio in testa, perchè tutti siano coinvolti.

(*) Presidente Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia


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