Settembre, insieme alla vendemmia, ha portato il ritorno all'attività dopo la fuga dal quotidiano che ha caratterizzato l'estate con i suoi sogni di riposo e spesso di ritorno alla natura e alla serena lentezza del mare o della montagna. Si torna ai problemi di tutti i giorni primi fra tutti quelli di un'informazione sempre più manipolata dai luoghi comuni e frutto dell'emozione del momento. Disinformazione che spesso si coniuga con un'irrefrenabile tendenza al proibizionismo visto - come dimostra la storia dei Paesi e delle epoche in cui è stato applicato - come soluzione di problemi che per la loro drammaticità spesso emozionano la gente.

Proibire è una soluzione immediata, a effetto e certamente più semplice e autopromozionale dell'esaminare i problemi nella loro complessità e sviluppare quell'azione culturale che sola può invece risolverli in modo duraturo. Rientra tra questi - e tocca da vicino noi che amiamo il vino - l'identificare nel vino la causa di tanti incidenti al volante. Con l'autunno riprenderà quindi la 'gara” a chi propone il tasso alcolemico più basso per la prova del palloncino senza curarsi del fatto che creando il terrore di bere una buona bottiglia di vino in una cena al ristorante o anche in casa di amici si finisce per danneggiare notevolmente - e soprattutto inutilmente - l'attività di migliaia di produttori piccoli e grandi che hanno portato il vino italiano a essere leader nel mondo e componente non indifferente del nostro Pil.

Su questo tema equilibrata è la posizione del presidente dell'Uiv Andrea Sartori: «Tasso zero per neopatentati, giovani fino a 21 anni e professionali, mantenendo per tutti gli altri l'attuale limite di 0,5 g/l, largamente condiviso in Europa», sottolineando in pari tempo la necessità di un approccio educativo «più difficile da costruire e di cui si potranno vedere i frutti solo nel lungo periodo», ma che valorizza questo nostro patrimonio straordinario, anche in termini salutistici essendo il vino parte integrante della dieta mediterranea i cui benefici effetti sono ormai riconosciuti da tutto il mondo scientifico.

Ma per quanto riguarda l'approccio educativo il silenzio delle istituzioni è assordante e tale compito è lasciato alla buona volontà e all'iniziativa di associazioni come l'Onav che operano con i propri corsi e iniziative di formazione. «Informare è meglio che proibire - ha infatti dichiarato la delegata regionale Simonetta Carminati sottolineando l'impegno dell'Onav Lombardia su questo tema - e conoscere il vino, non significa soltanto apprezzarne la qualità, ma anche imparare a non abusarne proteggendo di conseguenza se stessi e gli altri. I nostri corsi aiutano a sviluppare un approccio corretto nei confronti del vino che è un insieme di valori culturali, di vita e di socializzazione, non un semplice alcolico».

Non è difficile ed è anche divertente imparare a bere responsabilmente: basta essere disposti a investire qualche serata per poche settimane per imparare. Sono diciotto le serate, articolate ciascuna in una parte teorica sulla coltivazione della vite, sulle diverse tipologie di vinificazione e sulle principali problematiche del vino e in una pratica in cui si impara ad analizzare il vino e a riconoscerne le diverse caratteristiche. I docenti che si alternano a seconda dell'argomento rendono i contenuti di facile fruibilità usando un linguaggio semplice e lontano da approcci eccessivamente dogmatici, essendo finalità dell'assaggiatore Onav riuscire a riconoscere un buon vino e non stupire con 'effetti speciali”.

Inoltre lo spirito di convivialità e amicizia proprio dell'Onav si palesa fin dai corsi, che consentono di passare un paio d'ore in un clima rilassato e informale, anche se rigoroso sotto l'aspetto sia tecnico sia etico in quanto lo statuto vieta di usare il nome dell'associazione per fini commerciali. I partecipanti al corso si trovano tra appassionati essendo tali tutti i responsabili della delegazione che dedicano all'associazione il tempo libero dai propri impegni professionali, quasi sempre in settori totalmente diversi dal vino. La quota di partecipazione comprende le 18 lezioni, il testo didattico, una valigetta con 6 bicchieri da degustazione e l'iscrizione all'associazione per due anni. Al termine del corso, dopo un esame finale, viene rilasciata la 'Patente di assaggiatore”, riconosciuta dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che permette l'iscrizione nell'Albo nazionale degli assaggiatori.

Tra gli altri vantaggi offerti ai soci vi è la Fidelity card, tessera che dà diritto di godere di sconti e privilegi in una selezione di punti vendita, enoteche e wine bar sul territorio regionale. L'Onav, la cui data di fondazione risale al 1951, è legalmente riconosciuta e senza fini di lucro.


Calendario dei prossimi corsi Onav

12 ottobre - ore 21.00
Sede regionale Onav, via Termopili 12, Milano

13 ottobre - ore 21.00
Centro socio culturale La Chiocciola, via Renzi, Rivolta d'Adda (Cr)

22 ottobre - ore 21.00
Credito bergamasco - Sala bar mensa, via Paleocapa 1, Bergamo

27 ottobre - ore 21.00
Sala Eden, via Borgazzi 149, Monza

12 novembre - ore 20.30
Cast Aliment, via Serenissima 5, Brescia


Info:
Onav Lombardia
Tel 335 8149320
lombardia@onav.it

Info per i corsi:
Cinzia Trulli
cinzia.trulli@gmail.com