Monza, cena di gala del Forum Unesco. Un'occasione persa per l'Italia
Il presidente del Consorzio cuochi di Lombardia, Matteo Scibilia ha scritto una lettera aperta ai ministri di Agricoltura, Beni culturali e Turismo. Il tema? La cena di gala del Forum Unesco a Monza. Piatti politically correct, ma occasione persa per mostrare l'eccellenza dell'enogastronomia locale
Il presidente del Consorzio cuochi di Lombardia, Matteo Scibilia (nella foto), ristoratore patron dell'Osteria della Buona condotta di Ornago (Mb), nonchè consigliere del ministero dei Beni culturali, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta che ha come destinatari ideali i ministri di Agricoltura, Beni culturali e Turismo. Lo sfogo? Scibilia è deluso del menu proposto alla cena di gala del Forum Unesco a Monza. Piatti ottimi e politically correct, ma un'occasione persa per mostrare l'eccelenza dell'enogastronomia locale al mondo. '
Da alcuni mesi noi cuochi e ristoratori, partendo proprio dal territorio di Monza e Brianza, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per dare alla nuova provincia e alla nostra Regione, una visibilità culturale e turistica migliore. Ci siamo riuniti in un consorzio, abbiamo chiesto alla Regione, ai ministeri dell'Agricoltura, dei Beni culturali e del Turismo un riconoscimento formale, certi come siamo di riuscire in questo intento. Siamo cresciuti in brevissimo tempo. Abbiamo collaborato in più occasioni con la Camera di commercio di Monza e Brianza, alla realizzazione del nuovo dolce 'simbolo ' di Monza il Pan tramvai, stiamo collaborando per dare lustro ai vari prodotti agricoli del territorio, dal riso del parco Sud, alle patate di Oreno, alla farina di Vimercate e con la Coldiretti per una carne lombarda.
Un'attività per la quale ci ispiriamo anche ai nostri colleghi francesi. Quando si parla di Francia, il pensiero corre sì alla Torre Eiffel, ai castelli della Loira o alla Normandia, ma sempre si arriva anche al cibo e al vino di questi fantastici luoghi. E noi ristoratori sappiamo bene che là, in Francia, sono gelosi di questa realtà: è la loro forza, la loro storia e la difendono a denti stretti in tutto il globo.
Eravamo convinti che anche noi ci potessimo pian piano esprimere cosi, creando un rapporto con le istituzioni, convinti che quando si parla di territorio si parla di cultura, di arte, di industria e quando si parla di turismo anche di cibo e di vino.
Eppure non funziona così, se non in casi rari. Basti pensare a cosa è successo il
24 settembre, alla Villa Reale di Monza durante un evento di grande rilevanza culturale, il forum internazionale dell'Unesco con i 192 rappresentanti di tutto il mondo. Educazione, scienza, cultura in un luogo che dovrebbe essere la rappresentazione e la punta del richiamo turistico di tutto il nord Lombardia. Quale miglior occasione per 'raccontare” le nostre tradizioni enogastronomiche, facendole degustare a tutti gli ospiti intervenuti?
Invece basta leggere i giornali che, anche con un pizzico di ironia, descrivono il menu: orecchiette pugliesi (ne sono felice, sono di Bari di origine), con pomodori e rucola (verdura ormai onnipresente), riso basmati e cous cous, roast beef all'inglese, finendo con profiterol e crema chantilly. Tutto politically correct, sicuramente e piatti buonissimi all'altezza della situazione.
Peccato però che in Francia non sarebbe successo. Le eccellenze del territorio sarebbero state coinvolte e i migliori chef avrebbero cucinato i prodotti più rappresentativi del territorio. Peccato una occasione mancata su cui varrà la pena di riflettere anche perché parliamo tanto di expo 2015...
Matteo Scibilia
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