è morto ieri, lunedì 19 gennaio, il lombardo Enzo Dellea, uno tra i più grandi cuochi degli anni '70 e '80 che ha portato i suoi piatti e la sua arte culinaria in tutto il mondo (Giappone, Stati Uniti, Cina, Dubai, Tunisia e Nuova Zelanda), ambasciatore della cucina italiana e della filosofia del mangiar bene e cucinare non solo per riempire lo stomaco. Enzo Dellea era un amico della nostra testata con cui ha collaborato fin dalla nascita.

 Come scrive www.giornaledibrescia.it Enzo ci ha lasciato in silenzio, nella sua casa di Brescia, colto da improvviso malore. Aveva compiuto da poco i 79 anni. Figlio d'arte, era nato a Luino (Va) nel 1929 e fatto le ossa in Svizzera. Poi la passione per l'insegnamento lo ha portato per 26 anni in cattedra al Caterina De' Medici di Gardone Riviera ed è diventato bresciano per sempre. Raggiunta la pensione è diventato ambasciatore della cucina italiana nel mondo. Lo hanno chiamato praticamente ovunque da Mosca agli Usa, da Singapore a Toronto. Ha fatto da consulente in grandi alberghi, ricoperto una fila di incarichi del massimo livello nella categoria e ricevuto riconoscimenti in molte lingue. Ha scritto libri nei quali si apprezzano la solida base tecnica, la precisione e la scuola immortale della pratica. Con il nostro giornale ha collaborato per decenni.
Quando non era all'estero, ogni mattina lo si poteva incontrare all'Unione consumatori di cui era presidente. Lo ha ricordato con una nota l'assessore provinciale di Brescia Minini sottolineando che la sua storia personale ha coinciso con quella enogastronomia di Brescia che lui ha fatto scoprire più ricca del previsto.
Ai familiari le condoglianze di "Italia a Tavola".