CANTON TICINO - Physique du rôle imponente, gastronomo raffinato, gentleman chef, amante del cibo, del gusto e della vita, amico di chef famosi e non, ha animato confraternite enogastronomiche, ha vissuto e vive la vita in modo leggero, ha preparato cene per amici che sono rimaste famose, la sua simpatia e professionalità incanta anche i 'gelidi” patron schweizer deutsch della ristorazione e della grande hotellerie che spaziano dal lago Lemano a Saint Moritz, da Zurigo a Berna, da Schiaffusen a Lugano. In Ticino è ormai un mito.

Ecco in breve l'identik di Riccardo Zanarelli da Milano (sposato con Rosemarie bernese doc, tre figli ed uno stuolo di nipoti): in quindici anni ha, di fatto, eletto Barbengo la capitale indiscussa della ristorazione e della hotellerie. Qui tutto, ma proprio di tutto, per quanto concerne il mondo dell'ospitalità alberghiera e la ristorazione. Ha  creato la Ics (Iper cash service) che oggi in uno spazio coperto enorme e con percorsi particolari tra grandi scaffali (la strada dei bicchieri, il vicolo dei piatti, l'autostrada delle pentole e delle padelle, la viuzza della posateria, la piazza per i pizzaioli, la mulattiera dei macina sale & pepe, la cantonale del bagnomaria a tutto della cucina alla fiamma, l'acciottolato dei grandi grembiuli e dei cappelli da chef e tante altre vie) dove ognuno trova quel tipo di apparecchio per la cucina, piatti e sottopiatti per una perfetta 'mise en place” di un tavolo, per impreziosire una sala, avere il meglio del meglio per servire il finger food o la più moderna sonda da forno fino all'umile grattugia a mano per il formaggio.

Ci ha incantato ad un incrocio vedere un maestoso e immenso carrello dei bolliti, mentre una decina di pale per informare la pizza poste poco vicino sembravano guerrieri a difesa, ci ha stupito la fila infinita di bicchieri, statue ferme e silenti che attendono in silenzio la loro gloria a tavola. E non a caso in questo incrocio di vie trovi, quasi ogni giorno, il gotha degli chef ticinesi e svizzeri, che si alternano a sommelier, osti, camerieri e cameriere, patron e semplici curiosi. Perché una visita alla Ics a Barbengo è per l'enogastronomade (e non) un tuffo in paradiso.

Attilio Scotti