Nazionale italiana cuochi ad Abano. 36 i piatti freddi di "allenamento" pre-olimpico
Filetto di branzino con cozze e finocchio al lime, terrina di fagioli cannellini, gamberi di Sicilia e capesante all'olio, spuma di cavolfiore e insalatina fresca come piatto caldo di pesce, poi filetto di vitello al sale aromatico con crosta di parmigiano reggiano, medaglione con salsa gremolada, sformato di zucca e purea di sedano rapa con ortaggi trifolati e funghi come piatto caldo di carne ed, infine, mousse bianca con infuso di semi di cacao e cardamomo, pere caramellate, croccante con crema di ricotta e lamponi, salsa di rabarbaro e gelato di sedano e mela verde come dessert. Il tutto accostato ai vini dei Colli
Euganei bianco 'Pigaseto” 2007, Cabernet rosso 'Jenio” 2006 e Fior d'Arancio Spumante dell'azienda conte Emo Capodilista di Selvazzano Dentro (Pd).Questo il raffinato menù.
Antipasto freddo di lombo di coniglio e tonno marinato in porchetta, patè di fegatini con chatney di ananas di zucca, pavé di porri, brunoise di cipolla di Tropea, insalatine croccanti e dressing ai finocchi novelli come finger food freddo, conchiglia di grana con capasanta e piselli, tortelletta di grano al nero di seppia con rollé di verdure, formaggio e uova di salmone, terrina di tonno con farcia di pesce bianco e salsa nera al miele, rollé con bisquit salato e ripieno di ricotta e lupini come piatto freddo di pesce e, per finire, scomposto con amaretto morbido, composta di lamponi artici, puré di fragole all'erba cedrina, biscotto allo yogurt e lime, gelato mascarpone e zabaione come dessert freddo.
Questi sono solo tre dei 36 piatti freddi proposti dalla Nazionale Italiana Cuochi che si sono cimentati, in un tempo massimo di cinque ore, presso l'Hotel Metropol di Abano Terme, (ultimo 'allenamento” prima della finale delle Olimpiadi dei fornelli di Erfurt in Germania che si terrà dal 19 al 22 ottobre). Alla competizione internazionale, che si svolge ogni 4 anni, partecipano 28 nazioni provenienti da tutto il mondo.
Alla presenza di un rappresentante della Federazione Italiana Cuochi, il team manager veronese Fabio Tacchella ha presentato i 'magnifici 18” (tra cui una donna, la lady chef Francesca Marsetti, e ben 4 chef pastry), rappresentanti quasi tutte le regioni d'Italia, «sapendo che avremo gli occhi del mondo addosso, consapevoli come siamo di esportare gli altissimi standard qualitativi della nostra cucina».
Marino Fioramonti
Euganei bianco 'Pigaseto” 2007, Cabernet rosso 'Jenio” 2006 e Fior d'Arancio Spumante dell'azienda conte Emo Capodilista di Selvazzano Dentro (Pd).Questo il raffinato menù.Antipasto freddo di lombo di coniglio e tonno marinato in porchetta, patè di fegatini con chatney di ananas di zucca, pavé di porri, brunoise di cipolla di Tropea, insalatine croccanti e dressing ai finocchi novelli come finger food freddo, conchiglia di grana con capasanta e piselli, tortelletta di grano al nero di seppia con rollé di verdure, formaggio e uova di salmone, terrina di tonno con farcia di pesce bianco e salsa nera al miele, rollé con bisquit salato e ripieno di ricotta e lupini come piatto freddo di pesce e, per finire, scomposto con amaretto morbido, composta di lamponi artici, puré di fragole all'erba cedrina, biscotto allo yogurt e lime, gelato mascarpone e zabaione come dessert freddo.
Questi sono solo tre dei 36 piatti freddi proposti dalla Nazionale Italiana Cuochi che si sono cimentati, in un tempo massimo di cinque ore, presso l'Hotel Metropol di Abano Terme, (ultimo 'allenamento” prima della finale delle Olimpiadi dei fornelli di Erfurt in Germania che si terrà dal 19 al 22 ottobre). Alla competizione internazionale, che si svolge ogni 4 anni, partecipano 28 nazioni provenienti da tutto il mondo.
Alla presenza di un rappresentante della Federazione Italiana Cuochi, il team manager veronese Fabio Tacchella ha presentato i 'magnifici 18” (tra cui una donna, la lady chef Francesca Marsetti, e ben 4 chef pastry), rappresentanti quasi tutte le regioni d'Italia, «sapendo che avremo gli occhi del mondo addosso, consapevoli come siamo di esportare gli altissimi standard qualitativi della nostra cucina».
Marino Fioramonti

