La cucina nazionale italiana deve:
1) Avere una identità forte, riconoscibile e improntata al gusto italiano. Deve sapersi distinguere dalla cucina locale così come dalle nuove cucine di pura ricerca, dalle cucine straniere e da quelle esotiche.
2) Individuare come sua massima ispiratrice la cucina tradizionale-locale italiana, povera o ricca, di corte o di popolo o di strada (cucina neo tradizionale).
3) 'Usare” a piene mani il territorio italiano quale massimo fornitore di materie prime (cucina glocale). Prodotti e i saperi gastronomici, procedure e metodi di cottura di tutto il territorio nazionale devono essere accostati e mescolati con sapiente criterio e corretto equilibrio all'interno del medesimo piatto-progetto.
4) Ispirarsi al lavoro del cuoco bricoleur, come descritto nel manifesto
5) Ispirarsi alla semplicità, puntando alla valorizzazione dei prodotti ed evitando di nasconderne i sapori con eccessive coperture.
6) Rispettare la centralità della pasta, dell'olio extravergine di oliva, del pane e del vino.
7) Rispettare la grande varietà che da sempre distingue la mensa italiana. Cereali, pesci, verdure, carni e frutta devono essere presenti nelle ricette senza preclusioni, per esempio, verso le carni rosse.
8) Essere una cucina sana. Deve essere attenta ai progressi della scienza dell'alimentazione e della dietologia e deve saperli applicare.
9) Essere aperta al rinnovamento ma allo stesso tempo difendersi da mode falsamente innovative perché effimere, confusive e snaturanti il gusto italiano.
10) Proporre piatti riproducibili, la cucina è sempre artigianato, a volte di livello talmente alto da somigliare all'arte, ma non è un'opera d'arte e a differenza di questa, un piatto deve poter essere sempre riproducibile da altre persone. Il 'Raviolo Aperto” di Gualtiero Marchesi è un esempio magistrale.
11) Proporre piatti storicizzabili. Ogni nuovo piatto, deve avere la possibilità di diventare un piatto tradizionale di domani.
12) Proporre piatti con nomi anch'essi storicizzabili e quindi ricordabili.
13) Tenere in considerazione il pasto all'italiana e non sostituirlo con i menu - degustazione. Allo stesso modo il pasto all'italiana non dovrà essere sostituito da Finger food, snack, tapas, morphings cui va dato il valore di fuori pasto.
14) Importare dall'estero, vicino o esotico, solamente prodotti che siano armonici con il patrimonio gastronomico nazionale, non in contraddizione con il gusto italiano, che siano assenti in Italia o apertamente superiori a prodotti italiani equivalenti. Lo stesso criterio vale per le tecniche e gli strumenti di cucina.