Sempre più iscritti alle scuole alberghiere: Bergamo capofila in Lombardia
Data la rilevanza del tema trattato nell'articolo pubblicato oggi sul portale www.bergamonews.it, riportiamo il contenuto e l'intervista a Silvana Nespoli, preside degli istituti professionali di San Pellegrino e Nembro e assessore all'Istruzione del Comune di Bergamo.
Trovare una ricetta vincente per l'alberghiero. La battuta si traduce di anno in anno in realtà. Lo dimostrano i dati che evidenziano un significativo incremento di iscritti negli istituti professionali di San Pellegrino e Nembro, vere e proprie istituzioni a livello regionale. E i risultati si vedono: le richieste di iscrizione arrivano da tutta la R
egione. «Il problema, se si può chiamare un problema - spiega la preside, nonché assessore all'Istruzione del Comune di Bergamo, Silvana Nespoli (nella foto a sinistra) - è che non riusciamo a soddisfare tutte le richieste. Per esempio ai giovani milanesi che chiedono di frequentare la nostra scuola dobbiamo dire di no».
Anche gli istituti alberghieri bergamaschi, in particolare quello di San Pellegrino, sfruttano l'onda del successo delle scuole professionali.
In un momento in cui l'economia è difficile è inevitabile un leggero calo delle preferenze dei licei. I diplomati delle p
rofessionali difficilmente saranno disoccupati. L'alimentazione è un settore che attrae, anche se a 14 anni le scelte non possono essere definitive».
Qual è il segreto per convincere un giovane a scegliere di lanciarsi nel settore alberghiero?
Oggi si fanno open day e presentazioni delle scuole quindi i ragazzi conoscono già dalla fine delle medie la tipologia di scuola che dovranno frequentare. In questo senso si è molto più avantaggiati rispetto a qualche anno fa. A mio parere è decisivo ancora il passaparola, le conoscenze di amici e parenti che hanno frequentato l'istituto. Non credo che la scelta della scuola dipenda dalle attività extrascolastiche».
Solitamente al termine dei cinque anni vengono condotte indagini per capire se la strada scelta a 14 anni si rivela poi quella giusta anche per il futuro.
Diciamo che nel caso dell'alberghiero il settore lavorativo è abbastanza ampio. Non c'è solo lo chef o il cuoco. Molti sono i lavori correlati: ristorazione collettiva, supermercati. Non dimentichiamo poi che fare il cuoco è il mestiere di sacrificio. Quando si lavora gli altri si divertono. O uno dimostra di avere grande temperamento oppure è estremamante talentuoso.
Fonte: Bergamonews

