Gli additivi sono prodotti chimici privi di potere nutritivo che si aggiungono in quantità variabile agli alimenti al fine di conservarne nel tempo le caratteristiche chimiche, fisiche- chimiche, il colore, il sapore e la consistenza. Gli additivi principalmente utilizzati sono: coloranti, antiossidanti, antisettici, antifermentativi, addensanti, emulsionanti, enzimi, antibiotici aromatizzanti, vitamine, amminoacidi e sali. I coloranti più comuni sono il verde, il giallo e il rosso. Il verde è ottenuto con clorofille e in alcuni casi il bruno con il caramello, il giallo usando la lattoflavina e la tartrazina, il rosso con la cocciniglia,oricello e azorubina. Per l'azzurraggio dello zucchero raffinato si  utilizza il colorante blu oltremare, un pigmento naturale; i coloranti vengono utilizzati anche per dare colore a liquori, dolci, conserve, marmellate.

Gli antiossidanti derivano in genere da acido ascorbico e citrico e svolgono un azione antidegradante del prodotto, fra gli additivi a rischio possiamo annoverare i borati (utilizzati soprattutto per la conservazione del burro) che possono causare anche lesioni renali; i salicilati causano eruzioni cutanee e vasodilatazione periferica; vengono utilizzati anche gli antibiotici e soprattutto i bromoacetati che inibiscono molte funzioni enzimatiche.

Altri additivi molto utilizzati sono i chiarificanti in enologia, nell'industria birraria e nei superalcolici. Vengono utilizzati gelatina, colla di pesce, caseina, sangue di bue, bentonite, terra di Spagna, caolino, idrato di alluminio, polifosfati. Riguardo agli emulsionanti i più comuni sono glicerina, sorbite, lecitina, alginati di glicole-propilenico nelle conserve di frutta, nei gelati, formaggi, nelle marmellate e mostarde.
Fra gli aromatizzanti i più comunemente usati sono: aldeide paratoluica, dal caratteristico sapore di mandorle amare, dimetilresorcina, etilbetanaftolo per le caramelle e biscotti. Fra gli edulcoranti saccarina, ciclamati, sorbitolo, mannitolo, glicoli a basso peso molecolare.

Come si leggono i prodotti

è sempre consigliabile e doveroso leggere sempre le etichette di ogni singolo prodotto e non dimenticare mai che sovente gli additivi possono dare luogo a manifestazioni di intolleranza di una certa gravità . Ad esempio la cloramina T usata per eliminare i cattivi odori dei formaggi puo' dare luogo a fenomeni di intossicazione. Gli antisettici e gli antibiotici possono provocare un'azione inibitoria sui  batteri della flora intestinale che elaborano le vitamine K e B: Fra le sofisticazioni alimentari piu' comuni possiamo citare la miscelazione di farine di soia,avena, riso alla farina di grano al fine di ottenere un prodotto finale a minor costo. Tale miscelazione produce come risultato finale un pane scadente, gommoso, di lunga masticazione, insapore e colloso e dolci privi di finezza gustativa e solubilita'. Altra sofisticazione messa in atto e' la miscelazione di varie qualita' di riso per avere un prodotto finale a costo più basso; si mischiano chicchi spezzati, camolati con altri buoni in modo da camuffarne la presenza; anche in campo enologico capita che spesso venga aggiunto al vino alcol tecnico ottenuto da sintesi chimica e non dalla fermentazione naturale del mosto d'uva, al fine di raggiungere il grado alcolico voluto o stabilito; anche nel settore olivicolo avvengono sovente alterazioni mediante miscelazione di olio di nocciola o lampante all'olio extra vergine di oliva.

Negli alimenti sono presenti residui chimici in quantità sempre maggiore il cui accumulo nel tempo nell'organismo umano porta a patologie molto gravi, la maggior parte di questi residui derivano dai fitofarmaci in genere utilizzati in agricoltura (antiparassitari, anticrittogamici, erbicidi, lumachicidi ecc.); in particolare la famiglia degli anticrittogamici derivati da nitrocomposti, come le cloronaftaline che possono provocare l'epatite: Questi composti a base di eldrina, dieldrina ed endrina sono difficilmente eliminabili e restano per molto tempo a contatto con i prodotti trattati. Destano meno preoccupazione finocchi , cardi e carciofi che maturano in inverno rispetto a fagiolini,insalate, o zucchine; in particolare carote e patate possono assorbire dal terreno l'esacloruro di benzene, molto tossico e preoccupazione desta la presenza in varieta' di frutta come albicocche,pesche,susine,prugne  il massiccio ricorso a trattamenti  antiparassitari nel periodo prossimo alla raccolta. Altra fonte di inquinamento negli alimenti e' il mercurio, presente in percentuali rilevanti in alcune specie marine pescate in ambienti sempre piu' contaminati da sostanze potenzialmente pericolose e cancerogene; il mercurio per accumulo provoca alterazioni intestinali, blocco renale e gravi alterazioni neurologiche.           
Purtroppo nessuno di noi e' in grado, se non tramite analisi chimiche e batteriologiche di laboratorio dei prodotti che acquista, di proteggersi totalmente da questi rischi, ma e' comunque buona norma comportamentale quella di leggere sempre le etichette dei prodotti che si consumano, farsi una cultura alimentare perche' parafrasando un mio grande maestro una persona puo' senz'altro vivere senza conoscere la cultura classica ma non senza alimentarsi, percio' e' un suo preciso dovere informarsi e conoscere cio' che introduce nel proprio corpo quotidianamente. In conclusione per coloro che hanno a disposizione anche un piccolo angolo di giardino consiglio: coltivatevi il vostro orticello, acquistate direttamente da produttori seri e qualificati, fate una visita  alle molte aziende agricole nostrane di qualita' che offrono direttamente al pubblico i loro prodotti ed evitate al massimo gli alimenti precotti, preconfezionati o  in scatola, cercate  in definitiva, nel limite del possibile, di seguire la logica del 'poco ma buono”.