Triste il ristorante tutto automatizzato
La brutta notizia - 'brutta” per noi che scriviamo di 'civiltà della tavola” da almeno 30 anni - arriva dalla Germania. A Norimberga è stato aperto il primo ristorante al mondo automatizzato. Un self service ultima versione. Il cliente va direttamente al tavolo, dove trova un touch screen per ordinare i piatti che ha scelto. Su un display compare il tempo di attesa, di solito non più di 3 minuti. I piatti ordinati arrivano sul tavolo dall'alto, grazie a una rete di binari d'acciaio collegati con la cucina, collocata sopra la sala, sotto il tetto del locale, per sfruttare la forza di gravità. Piatti e bicchieri arrivano - assicurano - senza sobbalzi, anche perché si tratta di porzioni ridotte, tipo le spagnole tapas. Niente più camerieri, quindi, neanche per portare il conto: all'ingresso viene fornita una carta elettronica che, inserita accanto al touch screen, registra le ordinazioni.
Finito di mangiare, alla cassa un altro dispositivo calcola il totale da pagare. Sicuramente, visto il contenimento dei costi di gestione, sarà un ristorante economico, ma, ahimè, senza anima, senza tutto il cerimoniale dell'accoglienza e dell'ospitalità, che pure hanno la loro importanza insieme - è ovvio - alla qualità di cibi e bevande. Siamo quindi di fronte a una distinzione ancora più netta tra il mangiare per sfamarsi e sopravvivere e il mangiare per il piacere di degustare. Noi siamo ovviamente per quest'ultima opzione. Ci piace entrare in un locale e incontrare il titolare o il personale che ci salutano con un sorriso e si preoccupano di metterci a nostro agio. Ci piace che il cameriere o maître ci spieghi il menu, la lista dei vini, ci consigli qualche abbinamento possibile. Ci piace che lo stesso chef, se da noi richiesto, venga al tavolo a spiegarci qualche procedimento di cucina. Tutto questo fa…andare al 'ristorante” e non al 'refettorio”.
Roberto Vitali

