Onav, una formazione al servizio della qualità
Se i recenti avvenimenti che hanno turbato il mondo vinicolo in concomitanza con Vinitaly non hanno gravemente danneggiato l'immagine del vino italiano lo si deve principalmente a una crescente conoscenza e capacità di riconoscere un buon vino. Questo progressivo passaggio da un analfabetismo del gusto a una più diffusa cultura del buon vino è dovuto al lavoro (volontario e capillare) svolto da associazioni come l'Onav, l'Ais e la Fisar, per citare quelle più antiche e con valenza nazionale.
Se molti passi sono stati effettuati sulla strada della conoscenza, molta strada è ancora da compiere e gli scopi per i quali l'Onav è stata creata nel 1951 sono tuttora validi: creare un 'gruppo” di persone disponibili a tutelare il vino di qualità e a diffonderne la conoscenza. Fin dalle sue origini si è proposta di formare persone che - ovviamente esclusi (e non sempre) gli addetti ai lavori - sapessero cogliere le qualità di un buon vino e la sua rispondenza alle caratteristiche del territorio, ma soprattutto fossero in possesso di una metodologia adatta a raggiungere tale risultato rendendo chiaro e corretto il profilo organolettico del vino.
I corsi Onav sono essenziali nella loro articolazione fornendo le nozioni di base e alternando la teoria con la pratica dell'assaggio. Non elucubrazioni che spesso sfiorano la filosofia, non ricerca di 'effetti speciali” e nemmeno i corsi 'miracolistici” che in pochissime lezioni (a volte nemmeno cinque) dovrebbero insegnare a degustare un vino, spesso con quote di partecipazione alte. Anche sotto l'aspetto economico i corsi presentano un eccellente rapporto qualità/prezzo, anzi per la loro completezza e per il livello qualitativo dell'insegnamento sono da molti giudicati imbattibili. Al termine del corso, superando un esame tecnico-pratico si è iscritti nell'Albo nazionale Onav degli Assaggiatori di vino. Naturalmente l'impegno formativo, per chi vuole, non si esaurisce con le 18 lezioni del corso di base, di per sé sufficiente a una prima conoscenza, ma prosegue con corsi specialistici per consentire un continuo aggiornamento nell'arte dell'assaggio. Arte più che mai attuale poiché agli assaggiatori si deve ricorrere - nonostante i sempre più raffinati e sofisticati strumenti di analisi creati dalle moderne tecnologie - quando si cerca un giudizio globale e significativo sulla qualità di un vino.
L'assaggiatore Onav è, quindi, la sintesi di competenze tecniche specifiche, di un addestramento continuo atto a mantenere in esercizio la sua sensibilità e di un complesso di doti naturali che ovviamente lo aiutano a identificare le caratteristiche di un prodotto. Attualmente l'associazione conta oltre 10.000 soci (tra assaggiatori e maestri assaggiatori) diffusi su tutto il territorio nazionale: sono 54 le province, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, in cui è presente e operativa una delegazione più o meno numerosa, ma quasi sempre in fase di crescita, come l'Organizzazione nel suo complesso. Se 10.000 sono i soci attivi, possono invece essere valutati in circa 30.000 le persone che dopo aver frequentato le lezioni e superato l'esame non hanno poi potuto essere una forza attiva nell'azione quotidiana a favore dell'educazione a bere in modo consapevole un vino di qualità.
Salvatore Longo

