Arcos-Cina, sfida all’ultima lama che si misura in cucina
I l colosso cinese è sempre più presente sui mercati mondiali. Anche il settore della ristorazione non è rimasto immune all'arrivo del 'dragone” ed esistono in commercio prodotti e attrezzature che sempre più portano il marchio 'made in China”. è stato interessante osservare uno studio comparativo tra alcuni coltelli forgiati 'made in China” e i coltelli forgiati a marchio Arcos o Arvi, che sono prodotti secondo le regole internazionali della coltelleria per quanto riguarda la sanità e l'igiene. Prendiamo, ad esempio, il coltello forgiato Arcos 2551 prodotto in un unico pezzo, mentre il coltello Cinese Forgiato consiste in due parti saldate che offrono meno resistenza alla corrosione non essendo in acciaio. Per quanto riguarda la parte in materiale plastico dell'impugnatura, il coltello forgiato Arcos utilizza un materiale plastico tecnico denominato Pom (Polyoxymethylene) che garantisce alta stabilità contro gli agenti chimici, resiste ad alte temperature (processo di sterilizzazione) e alle radiazioni ultraviolette. Quello cinese utilizza una plastica di qualità inferiore, con la degradazione nel tempo. Non trascurabile il fattore igiene, perchè le parti poco saldate possono essere ricettacolo di residui di cibo. Secondo le regole internazionali della coltelleria Iso 8442-1 anche la resistenza alla corrosione è un fondamentale: tenendo i coltelli per 6 ore immersi in una soluzione salina a 60° dentro una speciale macchina per test si dimostra che gli Arcos forgiati non mostrano alcun segno evidente di corrosione, mentre i cinesi si sono completamente ossidati. Risultato? Pessima qualità dell'acciaio, cattiva struttura e durezza, pessime affilatura e lavorazione della lama, visibile a occhio nudo.
Sergio Pezzotta
Sergio Pezzotta

