100 anni di storia al Grand Hotel Chef dal mondo riuniti a Rimini
Il primo luglio 2008 il Grand Hotel di Rimini, immortalato, tra l'altro, dal film 'Amarcord”, festeggia un compleanno davvero speciale. Raggiunge il traguardo dei 100 anni. Inaugurato nel 1908 e ideato dall'architetto sudamericano Paolo Somazzi, per il centenario prevede grandi festeggiamenti perché - ha sottolineato il sindaco Alberto Ravaioli - «grazie a esso Rimini è famosa in tutto il mondo». Cene rievocative, servite da chef internazionali, sono previste nel grande parco e sulla terrazza delle feste.
Il Grand Hotel di Rimini, dal 1994 monumento nazionale, negli ultimi cinque anni è passato di mano quattro volte. Dal primo proprietario, il Comune, si sono succeduti imprenditori, amatori, immobiliaristi, fino all'albergatore di oggi, l'imprenditore turistico Antonio Batani di Bagno di Romagna nel Forlivese. Da cameriere emigrato in Svizzera, oggi è a capo di un impero, la Select Hotels, composto da una decina di alberghi a 4 e 5 stelle. Anche se il proprietario storico più ricordato resta comunque Pietro Arpesella, che gestì il Grand Hotel per vent'anni e contribuì a renderlo il mito nel mondo che è ancora oggi.
Per festeggiare il compleanno verranno ricostruite le due bizzarre cupole orientali sul tetto, tornando così alla versione originale del 1908, che dovrebbero ospitare due suites.
La storia delle due cupole è un po' un tormentone a Rimini. Distrutte nel 1920 da un incendio, non furono più ricostruite se non nell'immaginario collettivo di Fellini che ha raccontato avventure di principi e sceicchi. «Ogni proprietario che si è succeduto ha sempre detto di volerle rimettere, ma per problemi economici e di permessi della Sovrintendenza ai monumenti nessuno l'ha fatto», ha confessato il direttore Gabriele Galieni.
Nel prestigioso albergo hanno dormito personaggi famosi.
Da Lady Diana che vi soggiornò nel 1996, a Sharon Stone, ospite d'onore nell'estate 2006, da Claretta Petacci che qui si incontrava di nascosto con Mussolini, a Federico Fellini che era di casa con Giulietta Masina nella suite preferita (due camere, un soggiorno e tre bagni), la 116 al primo piano.
Sergio Mei

