Piace ai barman, meno ai ristoratori
SI
Sembra una proposta interessante secondo al barman Aibes e proprietario del 'Pozzo american bar” di Pavia, Fabio Firmo secondo cui «era ora che le cose cambiassero, soprattutto in un momento di forte crisi per il settore. è giusto creare stimoli al lavoro e organizzare gli orari per garantire al cliente un servizio prolungato. Ogni città e località turistica in particolare deve poter disporre di un servizio aperto anche a notte inoltrata. Ovviamente nel rispetto della quiete pubblica. A questo proposito mi sento di 'puntare il dito” contro quei bar che per attrarre clientela anche a tarda notte organizzano serate musicali con dj che spesso si rivelano, sì, un'attrattiva ma disturbano anche la quiete e attuano un tipo di 'concorrenza sleale” nei confronti degli altri esercizi della loro categoria».
NO
Più articolata la testimonianza di Davide Lacchini, chef all'Hotel Regina Olga di Cernobbio (Co) e proprietario del Ristorante 'Al Musichiere”, nonché consigliere dell'Associazione cuochi Como. «Premettendo che non ero a conoscenza di questa informazione, mi sento di affrontare la questione da due angolazioni. Come ristoratore e come operatore presso una grande struttura turistica. Noi siamo abituati a chiudere il ristorante dopo le 23 e non credo che cambierò modalità. A mio avviso, il provvedimento potrebbe andare a vantaggio dei locali notturni, dei bar, dei pub e delle paninoteche piuttosto che dei ristoranti per cui l'orario di lavoro in vigore è già sufficiente. Ma potrebbe rivelarsi anche una 'lama a doppio taglio” per gli stessi gestori di bar, perché se da un lato potrebbe portare incremento in cassa dall'altro potrebbe dare vita a seri problemi di quiete pubblica. E non ultimo, l'estensione dell'orario di apertura in un bar potrebbe dare luogo a fenomeni di lavoro in nero e di sfruttamento del personale. Affrontando questo tema con gli occhi di una struttura turistica, si pone invece un altro problema: l'originarsi di disturbo della quiete, schiamazzi o altro potrebbe danneggiare la clientela di un hotel collocato in una zona turistica come Cernobbio.
Una conseguente 'fuga” dall'hotel sarebbe un danno grave. Ai comuni spetta la valutazione finale dei pro e i contro globali di un tale provvedimento».
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In qualità di enotecario e ristoratore ha parlato, infine, Carlo Viscardi, proprietario dell'enoteca, osteria con bottega e cucina 'Buco di…vino” di Vaprio d'Adda (Bg). La proposta potrebbe essere interessante, è una novità e come tale può dare i suoi buoni frutti. Il mio locale è abbastanza trasversale, oltre all'enoteca offro il servizio di cucina e di vendita di vini e prodotti regionali di una certa qualità. Attualmente gli orari di attività si collocano dalle 10 alle 14,30 e dalle 17,30 alle 24 circa, quando chiudo anche il servizio cucina.
Se potessi usufruire di questa opportunità di orario mi organizzerei con iniziative di degustazione, serate e tema ed eventi che fungano da attrattiva per la gente ma senza eccessi o creare disturbo.
Non ultimo occorre tenere conto del fattore disturbo e soprattutto dell'abuso di alcolici. Il rischio di una tale proposta potrebbe essere che il locale diventi il 'rifugio” di beoni e disturbatori. In più, una cosa del genere non potrei gestirla tutti i giorni, ma solo nel week end. Il lato positivo si può intravedere ma è una cosa da gestire con chiarezza e regole ben definite per clienti e gestori».

