Il carisma dei più grandi chef, il gusto in evoluzione, lo spettacolo della creatività e le certezze della tradizione sono stati gli ingredienti di 'Identità Golose”, il Congresso italiano di cucina d'autore tornato in scena per la quarta volta nel Palazzo Mezzanotte di Milano dal 27 al 30 gennaio. Complessivamente vi sono stati 64 incontri che hanno coinvolto 81 chef fra i più noti del panorama internazionale, ma anche pasticcieri, gelatieri, panificatori, pizzaioli, macellai e affinatori.
 Ad inaugurare il Congresso la cucina lombarda con Gualtiero Marchesi e il suo braccio destro, il comasco Fabrizio Molteni, seguiti da Claudio Sadler e Andrea Berton, chef del ristorante 'Trussardi alla Scala”, Davide Oldani (principe del 'tutto esaurito” al ristorante D'O di Cornaredo), Enrico Bartolini (chef a Montescano nel Pavese), Enrico Crippa (un lecchese prestato alle Langhe) e Stefano Balocco (marchigiano stregato dalle onde del Lago di Garda).
Nella seconda giornata l'orizzonte si è fatto internazionale con la partecipazione di Francia (chef Jacques Décoret e il franco-australiano Shane Osborn), Finlandia (Hans Valimaki), Slovenia (Tomasz Kavcic), Stati Uniti (Lidia Bastianich, proprietaria del ristorante 'Felidia” di New York, first lady della cucina italiana, nota a milioni di americani grazie ad una trasmissione televisiva), Spagna (Andoni Luis Aduriz), Brasile (Alex Atala), Giappone (Tastuya Iwasaki). Infine la Gran Bretagna, la nazione ospite del Congresso.
Proprio gli inglesi sono stati i più attesi protagonisti internazionali quest'anno dal geniale Heston Blumenthal (nella foto), patron del ristorante ”The Fat Duck” a Bray on Thames (3 stelle Michelin) con la sua cucina postmoderna, a Paul Cunningham del 'The Paul” di Copenaghen, da Maurizio Morelli, uno chef italiano in Terra d'Albione, ad Andrew Gravet (chef del 'The Capital”, il due stelle con i prezzi più bassi di Londra) a Sat Bains, detto lo sce(f)riffo di Nottingham.
Come sempre ricco e articolato il programma degli eventi. A partire dal Focus sulla Lombardia, all'evento 'Di Gene in Genio”, una generazione di chef a confronto (dagli Alciati ai Perbellini, da Ezio e Maurizio Santin a Davide Scabin, dagli Alaimo a Cedroni, da Carlo Cracco a Ciccio Sultano), ai Seminari sulle carni fino all'approfondimento su pane e pizze e sulla pasticceria.


Marino Fioramonti