Fumo nei locali: tutto ok in Veneto, tranne a Venezia
Un'anomalia che si giustifica alla luce di una clientela internazionale, spesso ignara delle normative vigenti in Italia, e talvolta poco propensa a prolungare la presenza all'interno dei locali non avendo la possibilità di fumare. Al di là di un discorso salutista, legato alle condizioni dei lavoratori, la legge è riconosciuta anche come un fattore qualitativo aggiunto per gli esercizi. Entusiasta infatti la risposta degli associati trevigiani e veronesi, per cui il divieto valorizza i prodotti somministrati, e l'assenza di fumo garantisce una migliore degustazione delle qualità organolettiche ed olfattive dei piatti. Circa la possibilità di revoca del divieto, gli esercenti concordano nel mantenere in vigore nei propri locali la norma vigente (98%). Nell'80% dei casi, i clienti osservano il divieto, con un 20% che lo rispetta parzialmente.
La palma dei consumatori più virtuosi va ai vicentini e ai bellunesi. Un dato confermato anche dai gestori che per la maggior parte (95%) non intervengono mai per far rispettare le norme. Contrastante l'universo della clientela straniera che, se per il 50% ritiene l'introduzione di questa legge un significativo passo in avanti, per il 40% è un elemento indifferente riguardo i consumi fuori casa, mentre il 10% lo considera un inconveniente. A livello nazionale, secondo risultati presentati di recente, dalle 2.800 ispezioni a campione effettuate dai Carabinieri per la Sanità (Nas) tra il gennaio e l'agosto 2007 in bar, ristoranti, pub, discoteche, scuole e altri luoghi aperti al pubblico, sono emerse solo 189 infrazioni, pari al 6% dei controlli effettuati.
Entusiasta il commento del presidente della FIPE Veneto, Erminio Alajmo ' Voglio sottolineare non solo il dato statistico, ma la cultura propositiva dei locali pubblici. Mantenere il divieto significa sposare una causa per i propri clienti e per il proprio personale. E i locali pubblici lo sposano mettendo davanti ai propri interessi una cultura della salute di cui tutti i cittadini devono farsi carico. E se qualcuno ha dei dubbi, ricordo che la percentuale degli adolescenti che hanno iniziato a fumare prima dei 14 anni, secondo i dati del Ministero della Salute, è aumentata del 60% tra il 2000 e il 2005".

