La cucina meneghina è famosa in Italia soprattutto per il risotto alla milanese (28,9%), per la costoletta (24,3%), il panettone (12,5%) e l'ossobuco (11,7%). E tra i fornelli i 'piatti della nonna” continuano a essere preparati con regolarità, in quasi tre famiglie milanesi su quattro (72,7%), mentre una percentuale minore sceglie la creatività. A Milano si cucina l'ossobuco (14,1%), la casseoula (8,3%) e la trippa una volta alla settimana.
 Non sorprende allora che un ristorante su due a Milano proponga piatti della tradizione culinaria e che l'interesse dei clienti per la cucina meneghina è in crescita, soprattutto tra la clientela italiana (nel 21% dei casi). E così aumenta il giro d'affari: il suo peso sul totale del fatturato si aggira sul 20%, per un totale di 173 milioni di euro. Quasi due italiani su tre (64%) cucinano almeno qualche volta i piatti ambrosiani (uno su cinque sovente). I più golosi delle delizie meneghine sono i romani (il 70% cucina milanese qualche volta), seguiti dai palermitani, che sono quelli che spendono di più per mangiare milanese nei ristoranti, e dai napoletani.
Sono questi alcuni dei dati che emergono da due indagini campionarie realizzate dalla Camera di Commercio di Milano e che hanno coinvolto le città di Milano, Bologna, Roma, Napoli e Palermo nonchè i ristoranti milanesi, e presentati a Milano al Convegno 'La cucina milanese: tradizione & innovazione”, promosso dall'Accademia italiana della cucina. Due le mostre a corredo: la prima 'Un secolo di menu italiani” con pannelli di ricette storiche di diverse epoche, dai menu dei re d'Italia all'estero a quelli dei presidenti della Repubblica, dai viaggi del Papa a quelli dei transatlantici italiani fino ai grandi artisti; la seconda, su 'Personaggi e mangiari della vecchia Milano” con foto d'epoca dedicate ai venditori di cibi della tradizione.

m.f.