Mense per i poveri: sempre più italiani (+30%), soprattutto donne e anziani
Da sud a nord aumenta sensibilmente il numero di persone che per il pranzo e la cena Natale chiederanno aiuto alle strutture di accoglienza o ai servizi di volontariato. E non sono solo stranieri. Nelle grandi città del nord, le mense dei poveri e soprattutto i centri per la distribuzione alimentare alle persone indigenti, registrano aumenti di richieste fino al 25% in più rispetto allo scorso anno, con un incremento fino al 30% del numero di italiani, donne e anziani in particolare che vi ricorrono.
Più stabile la situazione nelle città del centro Italia, mentre al sud le maggiori difficoltà - dicono i volontari - riguardano interi nuclei familiari. A Milano, la onlus Pane quotidiano attende quest'anno 3.000 persone, contro le 2.200 circa che l'anno scorso si erano rivolte ai due centri di distribuzione alimentare per ricevere il 'pacco” del pranzo o della cena di Natale: pane, latte, yogurt in scadenza. Quest'anno - annunciano - nelle buste ci saranno anche tortellini, salumi, panettoni. Non è ancora il momento di tirare le somme - dicono al pane Quotidiano -, ma se nel 2007 le persone che si erano appoggiate al servizio erano state 520mila circa, «quest'anno si arrivera' quasi sicuramente a 600mila – calcola il presidente Pier Maria Ferrario. Più stranieri? Più italiani?. Noi assicuriamo il massimo anonimato alle persone che si rivolgono ai nostri servizi, non facciamo censimenti. Ma abbiamo notato un sensibile incremento di anziani pensionati».
Stessa situazione a Torino, dove i servizi Vicenziani, complice il maltempo, si attendono un'eccezionale affluenza di persone per il pomeriggio di Natale. In linea del resto con l'incremento di richieste registrate negli ultimi mesi dalla Onlus. "Per i nostri pacchetti cena - spiega la presidente Carla Burello – siamo passati da una media giornaliera di 200/250 utenti agli attuali 300. L'aumento più sensibile, calcolabile in un più 30%, si è registrato tra gli italiani, e in particolare anziani e donne, che oggi costituiscono circa la metà dei nostri utenti».
Scendendo a Firenze, la Caritas della Toscana afferma di aver notato un leggero aumento, inferiore al 5%, del numero di ospiti italiani del servizio di mensa, ma per il 2008 il numero complessivo dovrebbe rimanere stabile tra i 500 e i 520 pasti giornalieri. A Roma, anche quest'anno la comunità di Sant'Egidio apparecchierà per circa 10 mila persone, «un dato coerente con i numeri degli scorsi anni", spiega Francesca Zuccari, responsabile dei servizi per i senza fissa dimora per la comunità - con un aumento dell'età media totale che ci lascia pensare che sia aumentato il numero di anziani". "Il dato nuovo è però costituito dalla crescita delle richieste di pacchi di generi alimentari, sia da parte di stranieri, che però vivono nel nostro paese ormai da anni, sia da parte di italiani". Un servizio che la comunità, che distribuisce già 200 tonnellate di cibo ogni anno, sta appunto pensando di potenziare non solo in relazione alla richiesta romana, ma anche da quelle provenienti da gran parte delle trenta sedi dislocate per l'Italia. «Nell'ultimo anno, in realtà come Catania e Messina - spiega ancora la Zuccari - i nostri volontari hanno notato una crescente presenza di interi nuclei familiari in strada, che chiedono di avvalersi di questo tipo di aiuto».
Difficoltà per le famiglie si segnalano in effetti anche in strutture di dimensioni più ridotte: al centro di ascolto Italo Calabro' di Reggio Calabria, si prevede che per questo Natale si passerà da un'ottantina a oltre un centinaio di invitati: con un incremento di 15 nuclei familiari che si appoggeranno alla mensa.
Fonte: Agi

