Netta presa di posizione della Tavola della comunicazione alimentare italiana contro la recentissima proposta di legge per limitare ulteriormente il livello di alcol nel sangue consentito per chi si mette al volante: dallo 0,5 allo 0,2. I motivi dell'opposizione della 'Tavola” a questa logica di tolleranza zero sono molteplici e pienamente giustificati nei fatti e nelle intenzioni.
L'introduzione di un limite così basso esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo per chiunque, nel Paese, abbia a che fare con il comparto vitivinicolo: produttori, rappresentanti di commercio, operatori economici, enologi ed enotecnici, degustatori professionisti e stampa di settore. Contribuisce ad aggravare la già difficile situazione, visto il grave momento di crisi economica che stiamo attraversando, di tutti gli imprenditori del settore  Horeca: dal piccolo bar di paese al miglior ristorante stellato. Condanna e ghettizza il comparto vinicolo, una delle punte d'eccellenza dalla produzione italiana, riducendone così le possibilità operative ed offuscandone l'immagine.

All'attuale limite di 0,50 mg/l di alcol nel sangue di chi guida, tutto il Paese si sta ormai abituando e uniformando: il problema rimangono i controlli che continuano ad essere troppo pochi e la loro inadeguata distribuzione geografica sul territorio nazionale. L'abbassamento radicale dei limiti consentiti conferma nei fatti la volontà demagogica di chi non sa risolvere i problemi in maniera costruttiva. In definitiva la 'Tavola” ritiene l'intenzione della Commissione Trasporti sconfortante in termini di libertà individuale dei cittadini e lesiva delle nostre più semplici ed elementari tradizioni del vivere quotidiano. Altre potrebbero e dovrebbero essere le misure da adottare per aumentare la sicurezza di chi viaggia in auto. Non si capisce, tanto per indicare la più evidente, perché si continuino a proporre automobili capaci di raggiungere tranquillamente i 250 Km/h: nella pratica, auto fuorilegge.
Invitando i colleghi della stampa generalista quotidiana e periodica ed evitare le solite e indotte campagne 'di paura e di emergenza” sull'argomento, il coordinatore della Tavola della comunicazione alimentare italiana Andrea Dal Cero afferma che «Il sogno delirante di una legge per ogni evenienza tende a sostituire ogni progetto educativo e morale, e che i provvedimenti sbagliati della politica sociale non fanno che aumentare le differenze e le discriminazioni tra le persone».

Un danno alla cultura del Paese

Gilberto Polloni, storico propugnatore della cultura alimentare nazionale, collaboratore di spicco ai tempi d'oro dell'Enoteca italiana di Siena, già animatore dell'associazione Osterie Classiche, attualmente impegnato in progetti legati alla diffusione dell'editoria di qualità,  afferma che «le doverose esigenze di tutela della sicurezza stradale, specie nei momenti di traffico intenso, non devono prescindere da un'altrettanto attenta cautela nell'individuare i livelli etilici realmente pericolosi per sé e gli altri. Tanto più importante appare tale attenzione in quanto coinvolge un prodotto alimentare di elevato significato culturale, storico, salutistico e nutrizionale come il vino che interessa un settore strategico dell'economia nazionale, penalizzato dall'irrazionale timore di incorrere nei rigori della legge dopo una serena serata conviviale che senza vino rischia di tradursi in una banale occasione alimentare. In definitiva danno culturale, nutrizionale e salutistico, economico e d'immagine nel mondo».

Saltano la dieta Mediterranea e i produttori di vino e grappa
Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola, evidenzia come si tratti di «un'idiozia degna del Paese da operetta in cui perennemente ci ritroviamo nonostante le stagioni delle riforme, spesso inutili. Invece di operare sul versante delle sanzioni (quanti sono i criminali che ubriachi o drogati hanno ucciso sulle strade che oggi sono in carcere?) o dei controlli (in fondo i luoghi in cui si spaccia droga e si consumano superalcolici sono noti a tutti), come al solito in Italia si passa dal nulla agli estremi.
 Ora bere anche un solo bicchiere di vino renderà impossibile guidare. Ma qualcuno in Parlamento è consapevole del fatto che in questo modo si darà un colpo mortale alle nostre abitudini alimentari che proprio nel vino trovano (secondo tutte le più recenti ricerche mediche) uno dei più importanti fattori salutistici. Per non parlate del fatto che fra breve gli incidenti in auto capiteranno magari per infarto (perché bevendo moderatamente vino non si previene il nostro sistema circolatorio), o per blocco della digestione (la nostra cucina senza un bicchiere di vino a volte è troppo pesante). E tutto ciò senza considerare il danno che sarà arrecato a produttori di vino e distillati che pure vengono celebrati dai politici come gli ambasciatori dell'Italian style nel mondo insieme ai creatori di moda e alle Ferrari.
Già si sarebbe dovuto eccepire sul fatto che il limite dello 0,5 è troppo alto, ma comunque il sistema sembrava cominciare a funzionare, a giudicare almeno dal numero delle patenti ritirate. Invece di intensificare i controlli ora si pensa, in modo tipicamente italiano, di colpevolizzare tutti e cambiare le regole. Sarebbe invece utile inasprire le sanzioni per chi è realmente ubriaco e non già fare terrorismo ed impedire persino una birra o un bicchiere di vino con una pizza.
Nessuno vuole l'impunità o la licenza di ubriacarsi, ma potere pranzare o cenare con un moderato consumo di vino è un modo di essere italiani.

Intere categorie professionali disoccupate?

«Cosa succederà alle categorie interessate dalla filiera vino se si affermasse una tolleranza sempre più ridotta?  Dovranno rivedere drasticamente il loro modo di lavorare – è la previsione di Carlo Macchi, oggi winesurf. Quale enologo avrà il coraggio di andare in una cantina ad assaggiare il vino e poi rimettersi in auto? Se fermato e trovato positivo ai controlli gli verrebbe ritirata la patente per sei mesi e, nel caso di una seconda infrazione, per sempre. Lo stesso vale per i giornalisti: basta visite in cantina o degustazioni a giro per l'Italia. I sommeliers che devono assaggiare il vino per scoprire se sa di tappo si troveranno giocoforza costretti a viaggiare in coppia: uno annusa ( e guida) ed uno assaggia». «Se per fare un incidente stradale – è l'amara conclusione di Macchi - occorre un essere umano ubriaco ed un veicolo a motore, perché la colpa di tutto deve essere sempre data all'alcol? Non potremmo pensare che forse è colpa anche dell'auto e della pseudocultura con cui la usiamo?».

Il problema sono i controlli non fatti

Nicolò Regazzoni, apprezzato articolista del periodico 'Il Corriere Vinicolo”, ci riporta alla materia dei controlli: «Non basta fare leggi più severe per combattere le stragi del sabato sera, ma bisogna anche farle osservare, investendo sui controlli: basti pensare che nel nostro Paese sono stati effettuati l'anno scorso solo 1 milione di test all'anno, un decimo di quanto è avvenuto per esempio in Francia. Paesi come Stati Uniti, Canada e Inghilterra, che  hanno fissato questa soglia a 0,08 grammi per litro, non hanno bisogno di abbassarla perché sono giustamente convinti di avere ancora sufficiente credibilità agli occhi dei loro cittadini.”  Ragazzoni conclude con una proposta costruttiva: 'una possibile soluzione potrebbe consistere nel definire nel nostro paese almeno due diversi tassi alcolici consentiti, che penalizzino soprattutto la classe d'età considerata più a rischio, ovvero quella che arriva fino ai 29 anni».

Un nuovo limite alle nostre libertà

«Dispiace, anzi fa sinceramente arrabbiare, che le ennesime, poche prodezze di alcuni sconsiderati limitino ulteriormente la libertà di tutti noi – afferma Piero Valdiserra, giornalista e direttore marketing di una nota casa di commercio bevande alcoliche - fino a quando dovremo sopportare forme sempre nuove di limitazioni alla nostra libertà? Giusto punire i colpevoli; sommamente ingiusto imbrigliare sempre più la società». Secondo Valdiserra dunque così si criminalizza proprio: «Quel vino che, quasi solo negli ultimi anni, ha dato una mano non piccola a un notevole recupero d'immagine del nostro Paese. Da noi il degrado, semmai, è che non siamo più capaci di apprezzare la profondità e la verità del vino, altro che tasso alcolemico di qualche sparuto imbecille, che tanto imbecille rimane comunque, e che se vuol travolgere inermi pedoni li travolge comunque, anche da sobrio».

Occorre differenziare i controlli
Andrea Gabbrielli, autorevole giornalista impegnato nella pubblicazione di libri enobiografici (sua l'opera sulla famiglia Talenti di Santangelo in Colle e varie collaborazioni di qualità su riviste e siti internet) azzarda una critica e ci regala un link di consigli utili: «Finora i controlli sono stati episodici e sostanzialmente hanno riguardato le aree del nord est e nord ovest e relativamente il centro e poco il sud e le isole. Per i minorenni va previsto tasso zero mentre per gli adulti trovo che il limite attuale sia corretto. Comunque a fronte di una situazione così grave e pericolosa dal punto di vista sociale trovo che non ci siano giustificazioni di nessun genere (culturale, sociale, ecc.). Va affrontato di petto il discorso della prevenzione sul modello già attivo in Europa».

Dichiarazioni spericolate di un criminalizzato

Guelfo Magrini, di Benvenuto Brunello conclude con una piccola prosa.
Proprio qualche giorno fa ero a pranzo da amici produttori per parlare di scenari e strategie di comunicazione in una scenografia enogastronomica dinamica da potenziare per promuovere al meglio i prodotti, i vini e le offerte culturali.
Un bell'incontro dove discutere di sangiovesi e grani in rialzo, pane artigiano e panorami cipressati. Accanto alle tagliatelle e al cinghialetto in salsa rossa scorreva appunto un sangiovese toscano di facile beva e di buona stazza. Dopo le solite due ore conviviali sono rientrato in macchina e mi sono sparato i 50/60 kilometrini che quotidianamente un confinato nelle lande periferiche dell'impero come me deve fare per raggiungere i posti consueti. Il mio palloncino era sicuramente di poco in rosso (livello 0,5) come quasi sempre, e in 40 anni di patente a tasso alcolico fuori norma non mi è mai capitato nemmeno di sfiorare un lavavetri abusivo a Firenze.
Insomma l'esperienza acquisita al volante e la buona educazione stradale ricevuta nei lontani anni ‘60 mi consentono di guidare sicuro in ogni occasione percettiva, graduando la mia prudenza in base alla velocità relativa dei miei riflessi.
Con ciò non è mia intenzione d'esser preso d'esempio dai giovani. Per arrivare a questi risultati ci vuole molto studio e molto impegno quotidiano, e se un giorno o l'altro mi arrivasse addosso un deficiente sarà colpa del mio karma ma non mia.
è evidente che dato il lavoro che faccio spesso ho il palloncino in rosso, ma non ho mai avuto il benché minimo incidente dai 35 e passa anni che ho la patente, salvo uno sfregamento in un parcheggio. Per quanto riguarda i festeggiamenti trasgressivi, fenomeno molto di moda quando ero in gioventù, erano limitati però a bevute di buon vino e mangiate di chiocciole terrestri e marine, (con salti in discoteca solo per  guardoneggiare allibiti la nuova specie di imbecilli drogati che si stava sovrapponendo volgarmente alla nostra post-bellica forma).

Questa è solo storia. Vabbè che a quei tempi a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, di macchine ce n'era di meno e le strade provinciali erano parecchio deserte. C'erano meno macchine, e quelle che c'erano erano a misura dell' uomo italico, della sua cultura e della sua contingenza sociale. Solo qualche elemento fortunato, guardato sempre con una certa invidia dai più, aveva macchine performanti, dalla linea slanciata e sinuosa (di solito erano loro che si schiantavano più spesso in solitaria), oltre a guardie e ladri. I volgarmente detti 'magnacci”, cioè padroni di prostitute locali che battevano per pagarsi le dosi di eroina, sia in città che in campagna, (tutta roba locale tossica, non si esibivano ancora esotismi stradali o transesessuali brasiliani), erano i soli esclusivi possessori di macchinoni lussuosi e veloci, e così si identificavano più chiaramente e ci se ne teneva alla larga. Poi… E poi? E poi? Ditemelo voi se avete il coraggio! Tutti vogliono i macchinoni (una volta, non tanto tempo fa, "da magnaccia"...) che le industrie automobilistiche sostenute da tutti i governi del mondo (e supportate dal modello di sviluppo creato per sostenere l'immane produzione stabilita distorcendo ogni regola di buon senso) ci offrono tramite i media completamente assoldati (soldo). Non facciamo gli ipocriti; l'alcol al volante c'entra poco: le macchine oggi sono armi improprie. E' logico che affidando armi improprie a chiunque, ci debbano scappare molti morti no? Armi basate sulla velocità e sull'impatto della massa lanciata su un'altra massa lanciata o inerte. Macchine completamente fuori legge. Fuori legge perché nessun codice di nessun paese ammette che si possano superare certi limiti, neanche potenzialmente. Mentre queste macchine sono costruite per permettere a tutti di superare, infrangere i limiti di legge. Questa non è più, come ci vogliono gabellare, incentivazione alla trasgressione. Questa è istigazione a delinquere. E come tale dev'essere punita con ammende pecuniarie terrificanti alle case automobilistiche! Gli avvisi di pericolosità che si intende apporre alle etichette degli alcolici, devono essere affissi mediante targa saldata e fresata ben visibile anche su ogni macchina circolante per strada descrivendone semplicemente i pericoli e i danni provocati e provocabili. Altro che assicurazione. L'ipocrisia è correità.

Tipo di etichetta da apporre obbligatoriamente ai mezzi stradali in circolazione oggi:
Modello: ...............x
Consumo risorse naturali al KM: ................x
Consumo totale vite umane per incidenti, per guerre del petrolio e per miniere pericolose e fuori norma: ...................x
Alberi tagliati per predisporre zona estrazione petrolio: .................x
Uccelli marini, pesci, tartarughe e quant'altro morti e/o morituri per naufragio petroliera: .................x
Milioni di euro persi e/o perdibili dall'area interessata dal naufragio della suddetta petroliera: ...............x
Velocità raggiungibile extra limiti consentiti: .................x
Peso della massa e moltiplicazione della stessa in base alle velocità esercitate: .................x
Numero di vittime stradali causate da questo modello: .................x      

Il commento di Marco Marucelli -Direttore responsabile di BuonGustando:
Guida spericolata: non è certo e - solo - colpa dell'alcol

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