Focus di approfondimento sulla carne di maiale al ristorante "Al Primo Piano” dove alla cena ecumenica della delegazione di Torino dell'Accademia italiana della cucina il socio Asa Renzo Pellati e la giornalista Simonetta Conti del quotidiano La Stampa hanno tenuto una relazione sul tema.
Su questo argomento, infatti, l'Accademia italiana della cucina ha realizzato un interessante volume "L'Italia della cucina del maiale" per sottolineare che sta scomparendo l'allevamento familiare dove i suini mangiavano vegetali di scarto e avanzi del menu domestico. Oggi la quasi totalità degli animali deriva da  selezioni genetiche e alimentati con mais, orzo, frumento, soia, che danno carni non solo meno grasse, ma anche meno grassi saturi e più insaturi (benefici per le arterie) e meno colesterolo.


Inoltre bisogna fare una distinzione fra i salumi (che, per essere gustosi, devono avere una data percentuale di grasso) e la carne fresca di maiale. Quest'ultima, oggi, è paragonabile a quella bovina (con percentuali sovente minori di grasso), costa meno (particolare da non trascurare), con una composizione proteica non diversa da altri tipi di carne.