La mia storia ha inizio in un campo sulle rive di un grande fiume, il Nilo: sono egiziano, vengo da una famiglia numerosa insediata in quei luoghi da millenni e con parenti sparsi in tutto il mondo. Ho passato la mia infanzia in mezzo a campi di terra resa fertile dalle inondazioni del fiume, le cui acque ritirandosi lasciavano sui terreni un materiale finissimo ricco di sostanze organiche: il limo. A fianco solo il deserto.

Passavo le mie giornate in compagnia dei miei fratelli, sotto un sole cocente, a farmi cullare dal vento torrido e a guardare le poche nuvole che passavano sopra di me, senza mai scaricare una goccia di pioggia. Arrivava la notte a portare un po' di refrigerio e ad aprire un sipario incantevole. Se siete stati in Africa allora sapete a cosa mi sto riferendo, milioni di puntini che solo in quei luoghi, dove il cielo è terso e l'illuminazione è inesistente, hanno questa intensità; lo spettacolo del firmamento. Raggiunta la maturità hanno deciso che era giunto il momento di rendermi utile: così mi hanno caricato sul dorso di un cammello e in carovana con i miei fratelli abbiamo attraversato il deserto. Dopo giorni di marcia mi hanno portato in fabbrica: una grande tessitura alla periferia del Cairo dove lavorano più di 10mila persone. Si sono presi cura di noi, poveri campagnoli, ci hanno lavato, pettinato, cardato, torto e ritorto fino a renderci presentabili e ci hanno 'formato” in funzione del settore dove saremmo andati a operare.
Terminato il periodo di 'formazione” sono emigrato imbarcandomi su una grande nave che mi ha portato in Italia. Qui ho trovato lavoro in una Lavanderia Industriale. Mi mandano al ristorante dove sicuramente sono tutti soddisfatti del mio operato, visto che ogni volta mi baciano e quando rientro in lavanderia mi diverto un mondo tuffandomi nelle lavatrici per tornare bello come prima.
Insieme a tanti miei fratelli faccio parte di un tovagliolo. Sono un fiocco di cotone.

Angelo Reghenzi