Dall’antica cucina alla ristorazione moderna
Dal 16 al 24 giugno nel centro storico di Forlimpopoli (Fc) si è svolta la Festa Artusiana che, da ormai undici anni, propone di incrociare i sapori e i profumi del cibo a riflessioni storiche e manifestazioni artistiche. Il tutto nel nome dell'illustre concittadino, Pellegrino Artusi, a cui si deve il più importante libro gastronomico dell'Italia moderna 'La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene” (1891).
L'opera, che gli diede la celebrità, fu tuttavia una raccolta di ricette della tradizione regionale italiana adattate ai gusti della borghesia del tempo, tuttora di piacevole lettura per gli aneddoti, le curiosità e le note storiche che accompagnano il celeberrimo scritto artusiano.
Quest'anno è stata inaugurata 'Casa Artusi” in uno splendido edificio ricavato, dopo anni di lavoro e di accurato restauro, da un ex convento quattrocentesco.
Prendendo a ispirazione il modello artusiano, 'Casa Artusi” si propone oggi quale centro di cultura poligastronomica espressamente dedicata (unica in Italia) alla cucina di casa e, al t
empo stesso, centro di documentazione, museo, scuola di cucina e sede di degustazioni e incontri.
La cucina di casa è stata, per definizione, quella di Pellegrino Artusi (anche perché i ristoranti allora erano pochi e molto cari), il quale raccolse esperienze di conoscenti e lettori integrandole via via nel suo manuale. Dalla prima edizione del 1891 alla quindicesima del 1911 passò da 475 a 790 ricette configurandosi come una vera e propria 'opera collettiva”, espressione della sapienza gastronomica delle famiglie italiane del tempo.
Negli ultimi decenni nell'ambito della ristorazione si è passati da una cucina di casa a una ristorazione pubblica e moderna. Un fenomeno provocato dal cambiamento degli stili di vita e dalla variabilità estrema di soluzioni (le ricette cambiano non solo da un paese all'altro ma da una famiglia all'altra). Rimane tuttavia una descrizione, il più possibile semplificata, delle tecniche e delle procedure di base con l'indicazione delle varianti sia negli ingredienti sia nei modi di preparazione.
Sergio Mei
L'opera, che gli diede la celebrità, fu tuttavia una raccolta di ricette della tradizione regionale italiana adattate ai gusti della borghesia del tempo, tuttora di piacevole lettura per gli aneddoti, le curiosità e le note storiche che accompagnano il celeberrimo scritto artusiano.
Quest'anno è stata inaugurata 'Casa Artusi” in uno splendido edificio ricavato, dopo anni di lavoro e di accurato restauro, da un ex convento quattrocentesco.
Prendendo a ispirazione il modello artusiano, 'Casa Artusi” si propone oggi quale centro di cultura poligastronomica espressamente dedicata (unica in Italia) alla cucina di casa e, al t
empo stesso, centro di documentazione, museo, scuola di cucina e sede di degustazioni e incontri. La cucina di casa è stata, per definizione, quella di Pellegrino Artusi (anche perché i ristoranti allora erano pochi e molto cari), il quale raccolse esperienze di conoscenti e lettori integrandole via via nel suo manuale. Dalla prima edizione del 1891 alla quindicesima del 1911 passò da 475 a 790 ricette configurandosi come una vera e propria 'opera collettiva”, espressione della sapienza gastronomica delle famiglie italiane del tempo.
Negli ultimi decenni nell'ambito della ristorazione si è passati da una cucina di casa a una ristorazione pubblica e moderna. Un fenomeno provocato dal cambiamento degli stili di vita e dalla variabilità estrema di soluzioni (le ricette cambiano non solo da un paese all'altro ma da una famiglia all'altra). Rimane tuttavia una descrizione, il più possibile semplificata, delle tecniche e delle procedure di base con l'indicazione delle varianti sia negli ingredienti sia nei modi di preparazione.
Sergio Mei

